Regione, Confintesa Crab Sicilia: "Troppi dipendenti poco qualificati? I problemi sono altri"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Nei giorni scorsi sui quotidiani siciliani sono stati pubblicati articoli inerenti la relazione 2019 della Corte dei Conti sulla spesa per il personale degli enti territoriali, che fotografa impietosamente la composizione dei dipendenti della Regione Siciliana. Sono meri dati numerici che non descrivono a pieno tutta la complessa realtà dei dipendenti regionali. I dipendenti sono diminuiti, principalmente dirigenti e funzionari, ma gli uffici continuano a funzionare perché tutti coloro che sono rimasti si prendono carico del lavoro del dirigente/funzionario in pensione. Si lavora secondo la necessità degli uffici e, nonostante la nomenclature delle qualifiche preveda che in A ci siano gli operatori, in B i collaboratori, in C gli istruttori e in D i funzionari, molto dipende dalle capacità del singolo individuo. Se un dirigente che ha come scopo quello di raggiungere i suoi obiettivi vede che un operatore categoria A è valido, diplomato o laureato, lo “utilizza” senza problemi per mansioni superiori. Le categorie sono molto fluide tra i dipendenti del comparto e dipendono da due fattori essenziali: la voglia di impegnarsi e di trovare gratificazione nel proprio lavoro e le competenze personali. "Se è vero che la Regione Sicilia ha il più alto numero di dipendenti, è anche vero che ha una mobilità interna verticale bloccata da decenni. Niente concorsi interni, niente possibilità di crescita professionale. Il Governo regionale cerca scuse per aumentare ulteriormente il numero dei dipendenti, senza accorgersi che avrebbe già tutto ciò che gli serve se accettasse di valorizzare le sue risorse interne. Coloro che hanno fatto causa alla Regione per il riconoscimento economico delle mansioni superiori hanno vinto, ma non è la soluzione auspicata da Confintesa, perché si tratterebbe solo di un risarcimento economico che non andrebbe a toccare la categoria giuridica di inquadramento”, così dichiarano Antonio Russo, segretario regionale Confintesa Crab Sicilia e Rosanna Rizzo, dirigente sindacale Confintesa.

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