Ddl precariato, Venturino: “Non vorrei si arrivasse all’ennesima proroga”

Il vice presidente dell'Ars: "Non è un problema finanziario ma un fatto politico. Non vorrei che si arrivasse al 31 dicembre"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Sulla vicenda dei precari siciliani in queste ore mi è stato detto in Commissione V che non si può non tenere conto delle indicazioni del Governo Letta, ma è anche vero che per quindici anni la Regione siciliana ha legiferato disattendendo l'articolo 117. Quindi non capisco perchè proprio oggi si tiri fuori questa legge. Non è un problema finanziario ma un fatto politico".

Lo ha detto il vicepresidente dell'Assemblea regionale siciliana, Antonio Venturino, firmatario di due progetti di legge contro il precariato. La Commissione, nell’ambito della discussione, ha deliberato a maggioranza (7 a 1), su proposta del Presidente, di incardinare i 4 disegni di legge per il successivo iter legislativo, disegni che con il loro accorpamento, difficilmente manterranno la filosofia che sta alla base delle proposte, almeno nel caso relativo ai DDL n. 461 e 462, sul ruolo unico ad esaurimento proposti proprio da Venturino. La Commissione, a maggioranza, sulle  materie oggetto della  discussione,  ha ritenuto opportuno attendere la conversione del Decreto Legge D’Alia, per poter approntare una Legislazione regionale non in contrasto con quella statale e con la Costituzione, in particolare con l’articolo 117. Ma Legislatore regionale negli anni ha favorito la proroga e il rinnovo dei contratti a tempo determinato, anche in contrasto con l’articolo 117, comma 2, lett. l) della Costituzione  e con la Legislazione statale vigente in materia, in quanto in contrasto con quanto dispone l’articolo 5, comma 4 bis, del Decreto Legislativo 6 settembre 2001 n. 368 ( che recepisce in Italia la Direttiva n. 70/1999/CE, sulla disciplina del contratto a termine negli Stati membri).

"Si tratta di proposte di legge che prevedono una programmazione per arrivare a uno svuotamento di questo bacino nell'arco di quattro o cinque anni - spiega Venturino - E' chiaro che non si può pensare di fare macelleria sociale. Il progetto di legge è concepito per fare defluire il numero di precari ed agisce in invarianza di finanza". "Oggi in Commissione, essendo stati presentati altri due disegni di legge - dice Venturino - il Presidente ha detto di volere aspettare cosa accade a livello nazionale. Credo che questo modo fin troppo salomonico è una maniera per non porre l'attenzione sul problema". La commissione tornerà ad aggiornarsi sull’argomento a metà ottobre. “Non vorrei – conclude Venturino- che si arrivasse al 31 dicembre con l’ennesima proroga, per la quale si troverebbe la copertura finanziaria e si tenessero i lavoratori ancora al giogo delle promesse pre elettorali”

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