Rap a un bivio: "Dimostri di potersi occupare dei rifiuti o stop all'affidamento del servizio"

Orlando illustra l'indagine della commissione costituita dopo l'emergenza dello scorso dicembre e accusa i dirigenti della società: "Deficit organizzativi, Norata intervenga". Obiettivo differenziata al 35% e sconti ai cittadini virtuosi, il sindaco chiede l'applicazione del regolamento Tari 2013

Cassonetti stracolmi di rifiuti in via Brunelleschi

Il sindaco Leoluca Orlando mette la Rap davanti ad un bivio: o dimostra di svolgere con efficacia la raccolta dei rifiuti oppure il socio unico Comune non rinnoverà l'affidamento del servizio. L'aut aut viene lanciato alla luce della relazione redatta da una commissione d'indagine costituita da Palazzo delle Aquile dopo l'emergenza rifiuti che ha colpito la città alla fine dello scorso anno, quando a causa dei ritardi nell'erogazione di stipendi e tredicesime i dipendenti della Rap hanno rifiutato lo straordinario.  

Dalle risultanze dell'indagine (una ventina di pagine più gli allegati) emerge chiaramente un deficit di organizzazione da parte della Rap, incapace - come constatato dai cittadini - di garantire gli standard minimi di efficienza nel servizio. Tutto messo nero su bianco nella relazione firmata dal segretario generale Antonio Le Donne, dal capo di gabinetto del sindaco Licia Romano, dai dirigenti del settore Partecipate Sergio Maneri e Roberto Pulizzi, e da un tecnico esterno, l’ingegnere Aldo Iacomelli. Tanto basta al sindaco per puntare il dito contro "chi organizza il lavoro". Così Orlando, che aggiunge: "Non voglio colpire nessuno in particolare, dico solo che da adesso ognuno deve fare la propria parte: dirigenti, lavoratori, sindacati... Ho già inoltrato ai vertici Rap la relazione della commissione d'indagine. Tocca al presidente Norata trasformare queste criticità in comportamenti. Vada in Procura, licenzi chi non ha fatto il proprio dovere, faccia qualcosa: è suo il problema".

Orlando quindi passa la palla al numero uno della Rap, chiamato a decidere come imprimere una svolta ad un'azienda che fa acqua da tutte le parti. Una svolta che, secondo il primo cittadino, deve essere immediata. Della serie: ora o mai più. Anche perché, spiega, "con il bilancio consolidato siamo usciti dall'emergenza. La Rap non può fare la fine dell’Amia, perché non c’è nessuna emergenza finanziaria". A fine marzo, il Consiglio comunale ha assegnato alla Rap sei milioni di euro in più attraverso la Tari. "La Tari - prosegue Orlando - non aumenterà fino al 2022 e il servizio resterà pubblico, dobbiamo però creare le condizioni affinché lo sia anche in futuro facendo funzionare realmente questa azienda. E ciò va fatto in vista del nuovo contratto di servizio che dovrà approvare il Consiglio comunale". Prima del contratto di servizio (che scade a luglio) c'è un passaggio importante: il socio unico Comune, ricorda l'assessore all'Ambiente Giusto Catania, "deve stabilire le condizioni per l'affidamento del servizio".

Insomma, se Rap vuole continuare ad occuparsi della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti deve dimostrare di poterlo e saperlo fare. Garantendo  una convenzienza, in termini di efficienza e costi, rispetto al mercato. L'amministrazione Orlando conferma l'intenzione di mantenere pubblico al 100% il settore rifiuti. Se però si dovesse arrivare ad una revoca dell'affidamento a Rap si dovrà necessariamente fare una gara d'appalto: uno scenario che potrebbe rimescolare le carte. Perché, se si celebra una gara, nessuno può impedire ad un privato di partecipare. "Il 2019 è l’anno decisivo per Rap - sottolinea Catania -. C’è un gruppo di lavoro che si sta occupando del contratto di servizio, ma la gestione pubblica non è un regalo".

A Cefalù i rifiuti si barattano con il cibo 

Intanto, il sindaco non rinuncia a polemizzare ed attaccare indistintamente coloro i quali tirano le fila alla Rap. E lo fa sottolineando le anomalie contenute nella relazione della commissione d'indagine. Una su tutte: la mancata rispondenza, nelle carte, tra l'emergenza di dicembre 2018 e quanto accaduto nel mese precedente. "A leggere gli atti - dice il sindaco - sembrerebbe non esserci nessuna differenza tra novembre e dicembre, nessun disservizio. Come è possibile che i numeri siano gli stessi del mese precedente? Norata dovrà chiederlo ai dirigenti". 

Dirigenti che, secondo il sindaco, sono responsabili dell'inefficienza nell'organizzazione del lavoro. "A Palermo ci sono 1.200 chilometri di strade e l’azienda ne spazza soltanto 100. Com'è possibile? Inoltre com'è possibile che il servizio domenicale sia volontario? Perché non si applica una contrattazione di secondo livello? Il tempo degli alibi è finito: non voglio colpire nessuno, ma neanche avere scampoli di indulgenza. Se chi organizza il lavoro ravvisa comportamenti inadeguati da parte dei dipendenti li corregga, faccia scattare delle sanzioni, altrimenti la colpa è sua". Sullo straordinario - aumentato di un milione tra il 2017 e il 2018 - il sindaco mette le cose in chiaro: "E' un istituto previsto dal contratto, ma non può essere deciso all’ultimo minuto o essere una soluzione d’emergenza". 

La Rap è sollecitata dal socio unico anche ad aumentare la differenziata. "Non siamo soddisfatti dell'attuale 20%, dobbiamo arrivare al 35% entro fine anno" dice il sindaco, che ha emanato una direttiva nella quale chiede alla Rap di premiare i cittadini virtuosi che riciclano i rifiuti. Lo fa richiamando il regolamento Tari approvato dal Consiglio nel 2013 - sì, la bellezza di sei anni fa - che prevede "sconti del 30% nella quota variabile del tributo alle utenze domestiche che effettuino la raccolta differenziata e previa misurazione individuale, effettuata con specifici strumenti, presso apposite isole ecologiche di un quantitativo di rifiuti differenziata pari ad almeno 200 chili su base annua".

Lo sconto - che si aggirerebbe dai 7 ai 25 euro - finora è stato negato ai cittadini virtuosi, trattati in questi anni alla stregua di chi della differenziata se n'è infischiato. La domanda sorge spontanea: di chi è la colpa se in questi sei anni è stata violata una norma votata dal Consiglio e se non si sono fatte le isole ecologiche? "Della Rap" risponde il sindaco, che però trova una parziale giustificazione: "L'azienda ha vissuto una fase d'emergenza durata sei anni. Pochi se si considera che aveva ereditato una situazione fallimentare dall'Amia". 

"I palermitani meritano di vivere in una città pulita - afferma Toni Sala, capogruppo Palermo 2022 - e al momento è innegabile che il servizio della Rap sia carente. Sicuramente bisogna chiedere al management di migliorare le prestazioni aziendali, ma è innegabile che è necessario un nuovo contratto di servizio. L'eccessivo lavoro in "straordinario" è una cartina di tornasole sulle difficoltà organizzative e non significa necessariamente poco personale.  Il Consiglio Comunale aspetta che l'amministrazione metta a punto e senza indugio una proposta di rinnovo del contratto in scadenza in estate e quella sarà l'occasione per discutere anche del piano industriale, di quelle economico ed, eventualmente, del personale. Bisogna capire se è possibile attingere al bacino Reset, a quello della Srr o se è possibile recuperare mano d'opera puntando sulla meccanizzazione di alcuni servizi, come lo spazzamento, o sulle nuove tecnologie. Una cosa è certa: la città ha bisogno di voltare pagina e di aumentare la differenziata. Bisogna raggiungere percentuali più alte dell'attuale 20%. Come? Riducendo la Tari ai cittadini che conferiscono i rifiuti differenziati presso i Centri di raccolta e distribuire in modo capillare gli stessi centri nel territorio cittadino".

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