Appalto per la differenziata a Brancaccio, Giaconia: "Contrario ad apertura ai privati"

Così il consigliere comunale di Palermo 2022 durante un'audizione in commissione Partecipate con Catania e Norata: "No all'affidamento a terzi di pezzi del servizio. L'azienda può farcela da sola, ma occorre una riorganizzazione"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Ieri in Terza commissione ho manifestato all'assessore alla Ambiente Catania e all'amministratore unico di Rap Norata la mia contrarietà rispetto all’acquisizione del servizio di raccolta differenziata nel 5° step del porta a porta, ovvero a Brancaccio. Questa scelta rischia di costituire un precedente che apre ai privati". Lo dice Massimo Giaconia, consigliere comunale di maggioranza del gruppo Palermo 2022, nonché componente della commissione Partecipate.

"Pur comprendendo che l'amministrazione comunale e la Rap abbiano l’obbligo di fare il possibile affinché migliorino le performance della raccolta differenziata, sia per obblighi di legge sia per un fatto di civiltà, - prosegue Giaconia - non significa che ciò debba avvenire attraverso l’affidamento a terzi di pezzi di servizi, seppur in fase sperimentale ed a costo zero per l'azienda".

Secondo il consigliere di maggioranza, "Rap può farcela da sola: è un’azienda che ha grandi margini di miglioramento e di crescita, grazie soprattutto alle risorse umane e professionali che detiene. Occorre riorganizzarla, innovarla, riqualificare il personale, razionalizzare e valorizzare tutte le risorse che ha disposizione. Bisogna farlo in fretta, considerato che l’azienda si accinge al rinnovo del contratto di servizio con il Comune e all'affidamento dei servizi".

"Per quanto attiene la necessità di rimpinguare la dotazione organica, nel frattempo notevolmente ridotta a causa dei circa 500 pensionamenti avvenuti negli ultimi 5 anni, - conclude Giaconia - c’è sempre la possibilità di utilizzare lo strumento della mobilità interaziendale, da fare soprattutto con i dipendenti della consortile Reset".

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