Marchetti e le ragioni dell’addio: “In un’azienda non metto un amico”

L'idillio fra l'ex assessore al Bilancio e il sindaco Leoluca Orlando è finito dopo le nomine alle partecipate. "Non mi è piaciuto nulla dal punto di vista procedurale, legale ed etico. Illegittima la nomina del direttore generale"

Ugo Marchetti

Le dimissioni le meditava già dal 24 luglio scorso. Quando Orlando nominò i vertici delle aziende partecipate. In un’intervista fiume rilasciata al Giornale di Sicilia Ugo Marchetti, ex vice sindaco e assessore al Bilancio al Comune, spiega i motivi che l’hanno portato all’addio. Non senza un pizzico di amarezza per quello che poteva essere e invece non è stato.

“Non mi è piaciuto nulla – spiega Marchetti – sia dal punto di vista procedurale che legale ed etico. In un’azienda non metto un amico, perché sto usando soldi pubblici. Invece mi sono ritrovato con quei nomi sul tavolo, io che ero stato chiamato a risanare il bilancio”. Un paio di settimane dopo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso: la nomina di Luciano Abbonato come direttore generale. “Orlando lo ha nominato quando io, il segretario generale e il ragioniere generale eravamo in ferie – afferma Marchetti – e in più si tratta di una nomina “illegittima”, perché una legge afferma che i Comuni che impiegano il 50% del loro bilancio in spese per il personale non possono fare nuove assunzioni”.

Marchetti a quel punto decide di prendere carta e penna e scrivere ad Orlando la lettera di dimissioni (leggi il testo integrale della lettera). “Sono amareggiato e deluso”, dice. Marchetti poi manda una steccata all’assessore Catania (“Lo querelo perché non è vero che volevo aumentare l’Imu”) e si dice preoccupato sulla situazione del bilancio: “E’ sofferente perché condizionato dalla situazione delle partecipate che perdono tra il 180 e i 200 milioni all’anno. Avevo proposto una commissione d’inchiesta ma…”

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