Orlando in campo per il migrante che rischia l'espulsione: "Garantire i diritti di tutti i Paul"

Il 51enne ghanese vive in Italia da 17 anni ed è ospite della comunità di Biagio Conte che, in sua difesa, ha iniziato lo sciopero della fame. Il sindaco: "L'indignazione e la 'ubbidienza costituzionale' contro un sistema legislativo ingiusto la strada da seguire"

Il sindaco Orlando scende in campo per Paul, migrante ghanese di 51 anni che vive in Italia da 17 e al quale è stato notificato un provvedimento di espulsione. "Garantire i diritti di tutti i Paul contro leggi inumane", la richiesta avanzata dal primo cittadino che sta seguendo costantemente con l'assessore Giuseppe Mattina - che cura tra gli altri i servizi anagrafici - la vicenda.

"Credo - continua Orlando - che si debba e si possa trovare una soluzione, come in tanti anche a livello istituzionale stiamo cercando di fare. L'indignazione e la 'ubbidienza costituzionale' contro un sistema legislativo ingiusto si uniscono all’impegno a fare tutto quanto è possibile per garantire diritti e dignità di Paul e dei tanti Paul vittime di una normativa inumana". E' quello che l'Amministrazione comunale sta facendo avviando le procedure di iscrizione anagrafica di 200 richiedenti in piena 'obbiedenza costitizionale'. "Per quanto di competenza comunale - conclude il sindaco - proseguiremo su questa strada. Tutto ciò ovviamente insieme alla solidarietà per Paul e per fratel Biagio al quale chiediamo con affetto di sospendere lo sciopero della fame".

Paul è un ospite della struttura creata dallo stesso Biagio Conte e in sua difesa il missionario quattro giorni fa ha iniziato lo sciopero della fame e ha deciso di non muoversi da Brancaccio. In contrasto con le politiche attuate dalla Lega e dal M5S anche il deputato di Forza Italia all'Assemblea regionale siciliana, Michele Mancuso: “Mi rivolgo alle istituzioni locali e nazionali: in questi anni la Missione Speranza e Carità fondata da Biagio Conte si è distinta per l’aiuto gratuito offerto ai più deboli e gli indifesi della società. Tutti all’interno della struttura offrono il proprio sostegno in nome della solidarietà. Tra questi c’è Paul, un ghanese di 51 anni, la cui unica colpa è quella di essersi ammalato e aver perso il lavoro, senza il quale il suo permesso di soggiorno non può essere rinnovato. All’interno della Missione, da 10 anni si rende utile come idraulico, ma a causa delle misure restrittive imposte dal decreto sicurezza voluto dal Governo gialloverde, Paul ha ricevuto l’ordine di espulsione, dopo 17 anni di permanenza in Italia. Una vera ingiustizia, combattuta da Fratel Biagio con lo sciopero della fame giunto al quarto giorno. Sta male, chiedo una trasversale collaborazione, affinché nel rispetto delle regole si possa trovare una soluzione alternativa all’espulsione, la quale rappresenterebbe una sconfitta per un paese civile come il nostro. Stiamo parlando di un uomo generoso e onesto, non di un delinquente". “Putroppo – conclude il parlamentare – questa ingiustizia è figlia di una caccia alle streghe indiscriminata, in nome di quel populismo che tanti danni sta arrecando al Paese. La stagione dell’odio contro chi è di altra nazionalità o di diverso colore della pelle deve finire. Non è possibile continuare a gettare benzina sul fuoco per pura propaganda, perché poi, come nel caso di Paul, a pagarne le conseguenze sono gli indifesi”. 

L'appello di Biagio Conte: "No ad una nuova Apartheid"

La lista dei politici che sostengono la battaglia di Biagio Conte si allunga di ora in ora. Tra questi anche il capogruppo del Pd al consiglio comunale Dario Chinnici.

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