Gazebo in calo, dissidi e lo snodo del rimpasto al Comune: il Pd riparte dalle primarie

Il segretario regionale Faraone chiama a raccolta il popolo dem: "Sarà una festa, puntiamo a superare 50 mila votanti in Sicilia. Noi unica alternativa alla Lega". In città solo 9 seggi, alle consultazioni del 2017 erano 28. I nuovi assessori? "Orlando è il nostro sindaco, condivideremo le sue scelte"

Il segretario regionale del Pd Faraone e il suo vice Rubino

Il Pd prova a ripartire dai gazebo, con le primarie per la scelta del segretario nazionale. Il partito è oggettivamente ridimensionato - a certificarlo è la riduzione dei seggi in città (9 rispetto ai 28 delle scorse primarie) - soffre dei soliti dissidi interni e alla vigilia dell'appuntamento coi gazebo dovrà affrontare uno snodo politicamente importante: il rimpasto di Giunta al Comune, che il sindaco Leoluca Orlando ha programmato domani.  

Il segretario regionale Davide Faraone chiama a raccolta il popolo del Pd: "Spero che le primarie siano un festa. In queste settimane abbiamo lavorato per riportare il partito in movimento, per strada, a contatto con la gente. Abbiamo moltiplicato gli eventi per stare vicino ai cittadini, per troppo tempo siamo stati percepiti come un partito d'establishment. Domenica la partecipazione sarà un dato essenziale. Ricordo che per scegliere Cancelleri candidato alla presidenza della Regione hanno votato in 4.300. Sulla piattaforma Rousseau, in occasione della consultazione per l'immunità a Salvini, hanno votato in 50 mila. Noi, solo in Sicilia, puntiamo a superare questa cifra".

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In tutta la regione saranno 1.500 i volontari "in servizio" per le primarie, 415 i gazebo sparsi in tutta l'Isola, 51 in totale a Palermo e provincia. Per votare sarà necessario esibire carta d'identità, tessera elettorale e pagare un obolo di 2 euro. Possono votare anche sedicenni, immigrati e non residenti, previa registrazione su un portale online del partito. Per la segreteria nazionale la corsa sarà a tre: Giacchetti, Martina e Zingaretti i candidati. "Non ci interessa chi sarà il vincitore - sottolinea Faraone - il vero risultato sarà la partecipazione e il rilancio del Pd, unica vera alternativa alla Lega di Salvini. Il M5S sta implodendo e più va avanti più emergeranno le contraddizioni". 

Per recuperare consenso, il Pd siciliano targato Faraone sta partendo dalle fondamenta. Come la storica sede di via Bentivegna, fresca di restauro che presto sarà inaugurata. "Pagavamo 5 mila euro di affitto, ora lo abbiamo ridotto di un quinto. Questo partito prima aveva 18 dipendenti, ora solo volontari. Siamo convinti che si possa fare politica con costi più bassi, ma è impegnativo. Non discutiamo del gazebo in meno, legato a fattori congiunturali. Tutto sommato stiamo tenendo botta".

Come detto la vigilia delle primarie sarà contrassegnata da un appuntamento cruciale per il Pd: il cambio di assessori nella Giunta comunale. Faraone tiene subito a mettere le cose in chiaro: "Orlando è un sindaco del Pd. Si è iscritto proprio in questa stanza, con lui Fabio Giambrone e altri assessori e consiglieri comunali. Questa esperienza amministrativa è la nostra e il nostro unico interesse è rilanciare l'azione della Giunta". L'accordo con il primo cittadino sul nuovo assessore in quota Pd e sulla delega che gli verrà assegnata è ormai chiuso. Faraone però glissa sul nome - si è fatto quello del capogruppo in Consiglio Dario Chinnici o di un tecnico di area renziana - e sulle decisioni finali del sindaco: "Non ci sono assessori del Pd. La nostra rappresentnza sta nel sindaco, qualunque sia la sua scelta noi la condivideremo". Chissà invece come reagiranno le altre "anime" del partito, quelle cioe' che fanno capo a Lupo e Cracolici, dopo il rimpasto. I mal di piancia delle scorse settimane lasciano già presagire l'epilogo.

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