Viceministro Del Re in Libia per preparare il vertice mondiale a Palermo

Ha incontrato a Gubba il presidente della Camera dei Rappresentanti, Aguila Saleh, e a Bengasi il Maresciallo Khalifa Haftar. Intensificate le operazioni in vista della conferenza che si terrà il prossimo 12 e 13 novembre

L'incontro che si è svolto in Libia

Il viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Emanuela Del Re, si è recata in Libia per incontrare, a Gubba, il presidente della Camera dei Rappresentanti, Aguila Saleh, e a Bengasi il Maresciallo Khalifa Haftar nel quadro delle attività organizzative in preparazione della Conferenza per la Libia che si terrà a Palermo il prossimo 12 e 13 novembre. La visita ha consentito, in particolare, di rinnovare ad entrambi l’invito a partecipare alla Conferenza di Palermo.

Proprio il generale Khalifa Haftar, l'uomo forte della Cirenaica, ha manifestato il suo "interesse" per il vertice palermitano. Ha espresso apprezzamento per l'impegno di Roma ed ha assicurato di essere pronto a dare il suo contributo per supportare attivamente la sicurezza, la stabilizzazione e il dialogo nel Paese, per il bene di tutti i libici. 

La diplomazia italiana è al lavoro da settimane per assicurare una partecipazione ad alto livello di tutti gli attori coinvolti. Ma motivi d'agenda, ragioni d'opportunità e scelte strategico-politiche però non hanno ancora permesso di stilare nemmeno una lista - seppur ufficiosa - degli ospiti. E fondamentale sarà la presenza dei principali attori libici. Il capo del governo di Accordo nazionale, Fayez al Sarraj, sostenuto dall'Onu e dalla comunità internazionale, ha già detto che ci sarà, ed ha sollecitato una conferenza "ben preparata": "inutile incontrarsi senza risultati, sarebbe controproducente", ha avvertito a settembre dopo un colloquio con Moavero. Ma Sarraj appare sempre più debole e incapace di portare a compimento quel processo politico che l'Onu e il suo inviato Ghassam Salamé hanno immaginato per far uscire il Paese dalla crisi. Realizzare l'obiettivo di aiutare a ristabilire una situazione che consenta alla Libia di proseguire in una positiva evoluzione politica sotto l'egida delle Nazioni unite - magari evitando, come ormai appare scontato, le elezioni il 10 dicembre - sarebbe già un successo per il primo ministro di Tripoli.

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