Regione, discariche più ampie e sconti per chi differenzia: primo via libera al piano rifiuti

Dopo mesi di attesa, la giunta ha approvato il documento che ha lo scopo di contrastare l'emergenza in corso. Per spingere l'acceleratore sul riciclo previsto anche il recupero degli impianti di compostaggio esistenti ma non in funzione. No a nuovi termovalorizzatori

No a nuovi termovalorizzatori, incentivi per chi fa la differenziata, ampliamento delle discariche esistenti e sostituzione delle 18 società di regolamentazione dei rifiuti (Srr) con nove ambiti territoriali ottimali (Ato). Dopo mesi di attesa, la giunta guidata dal presidente della Regione Nello Musumeci ha approvato il piano rifiuti, presentato dal neo-assessore Alberto Pierobon, per contrastare l'emergenza in corso. 

Di fatto il Governatore conferma quanto già annunciato quattro mesi fa dopo l'incontro avuto a Roma con il premier Gentiloni. In quella occasione Musumeci annunciò anche un cronoprogramma degli interventi: "Entro febbraio vogliamo realizzare un piano-stralcio per la realizzazione di dieci piattaforme per la gestione della differenziata, compostaggio e conferimento da post-trattamento, un bando per accordi in ambito nazionale ed europeo per il conferimento di almeno la metà dei rifiuti attualmente destinati alle discariche, la definizione di un piano ordinario per la gestione del sistema dei rifiuti in Sicilia". Il secondo step, entro maggio, prevedeva invece di riportare il numero degli ambiti territoriali a nove, attivare misure di fiscalità di vantaggio per le imprese che investono nel riciclo e penalità per chi non raggiunge almeno il 50% della differenziata. "Entro un anno - spiegava Musumeci - contiamo di potere arrivare alla approvazione del piano di gestione e dei piani d'ambito. Entro la fine del 2019 puntiamo alla messa in attività delle dieci piattaforme per differenziata, compostaggio e conferimento da post-trattamento. In Sicilia non c'è bisogno di termovalorizzatori". 

Obiettivi confermati ma la Regione è in ritardo sulla tabella di marcia. Lo scorso marzo il Consiglio dei ministri ha detto sì allo stato d'emergenza e il capo della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, ha firmato l'ordinanza che prevede il trasferimento fuori regione dei rifiuti e, per quanto riguarda Palermo, la realizzazione della settima vasca nella discarica di Bellolampo. Musumeci è stato nominato commissario delegato per la gestione dell'emergenza, coadiuvato da Salvo Cocina. Al prefetto in pensione Vittorio Piscitelli il compito di monitorare, vigilare e controllare l'attività della struttura. Adesso, dopo l'ok della giunta al piano, la fase operativa è più vicina.

La delibera di giunta sul piano rifiuti 2018

La prima verifica sul fronte della differenziata è per il 2019, quando la raccolta dovrà raggiungere il 35%, 20 punti percentuali in più rispetto a oggi. A tal fine è stato pianificato anche l'aumento degli impianti di compostaggio (attualmente sono 8 quelli in funzione, su 18 esistenti) e una discarica pubblica per ogni provincia: 4 delle 10 per ora in funzione esauriranno la loro capienza entro l'anno. Previsto infine, nel caso dovesse servire, il trasporto fuori dalla Sicilia di un massimo di 60 mila tonnellate al mese di rifiuti urbani non pericolosi. L'obiettivo è raggiungere il 65% di raccolta differenziata nel 2023.

 "Questo provvedimento - afferma il deputato regionale del M5S Giampiero Trizzino - prima di cominciare a produrre i propri effetti, dovrà ottenere i pareri del Cga, delle Srr, dei Comuni e della commissione Ambiente dell'Ars. Insomma siamo all'anno zero, ci vorranno almeno otto mesi prima di un eventuale via libera. Musumeci si dimetta e smetta di prendere in giro i siciliani”.

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