Formazione, petizione "social popolare" per le dimissioni della Scilabra

A due giorni dalla nascita della pagina Facebook, sono già oltre 300 i firmatari. Fra le motivazioni a corredo si parla del "fallimento della gestione" da parte dell'assessore regionale, con gli operatori infuriati e senza stipendio da mesi

L'assessore alla Formazione, Nelli Scilabra

Gli operatori della formazione sfiduciano l'assessore regionale Nelli Scilabra e lanciano una petizione per chiederne le dimissioni. L'iniziativa "social-popolare" (nell'accezione 2.0 del termine) viene lanciata sul sito Petizione Pubblica e condivisa attraverso Facebook. I promotori sono gli stessi lavoratori del settore, "stanchi delle continue promesse e dei proclami con impegni non mantenuti. I lavoratori si trovano allo stremo con 8 mesi di arretrati di stipendi (per i più fortunati) sino ai 20 mensilità", si legge fra le motivazioni.

La pagina Facebook è nata appena due giorni fa e non ha raccolto ancora molto consenso, collezionando 53 "like". Ma sono già poco più di trecento i firmatari dell'iniziativa. A fomentare la rabbia degli operatori della formazione l'intera gestione del settore, partendo dalla nomina dell'assessore, "una sconosciuta studentessa universitaria fuori corso", fino allo stop dell'erogazione di fondi relativi all'Avviso 20, passando per licenziamenti, cassa integrazione, riduzioni ed altro ancora. Il giudizio è unico, sintetico e lapidario: "La gestione Scilabra è stato un vero fallimento". Per leggere e firmare la petizione CLICCA QUI.

Solo un altro passo nella protesta delle ultime settimane, rivolta all'indirizzo dell'assessore Scilabra, da parte dei lavoratori della formazione appartenenti agli enti a cui è stato revocato l'accreditamento. Ma per garantire la possibilità di proseguire le proprie attività, si legge al termine delle motivazioni, "il Ciapi di Priolo pubblica il bando per il progetto 'Prometeo', che dovrebbe garantire il personale Ial e degli altri Enti non più accreditati per un periodo di 7 mesi. In questo bando - si legge - oltre alla solita richiesta di iscrizione all’albo, che ancora non è stato pubblicato sulla Gurs, si scopre che le figure professionali, oltre ad essere precarizzate, devono anche accettare un livello retributivo più basso rispetto a quello di provenienza, in barba a tutte le leggi e disposizioni in merito ai processi di mobilità del personale della formazione professionale".

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