Il Teatro Massimo licenzia il direttore artistico Pizzo: scoppia la polemica 

Il M5S attacca il sovrintendente Giambrone: "Temiamo che i progetti subiscano un brusco stop, monitoreremo e aggiorneremo il Ministro". Il presidente del Consiglio comunale e il sindaco: "Riduttivo attribuire al solo Pizzo il merito del rinnovamento"

Oscar Pizzo

Un anno prima della scadenza del suo contratto Oscar Pizzo non è più il direttore artistico della Fondazione Teatro Massimo: è stato licenziato due settimane fa. La notizia - diffusa solo ieri - ha scatenato la polemica con ripercussioni politiche. Il Teatro ieri pomeriggio si è limitato a diffondere una nota di poche righe: "Il maestro Oscar Pizzo non è più direttore artistico della Fondazione Teatro Massimo. Si apre così una nuova fase nella vita del Teatro che, dopo un quadriennio segnato da importanti risultati, si prepara a cambiamenti di rilievo e a un diverso assestamento della sua struttura".

A innescare la scintilla è il M5S che dopo la nota stringata diffusa dal Teatro interviene sulla vicenda esprimendo preoccupazione per l'accaduto: "Temiamo che gli interessanti e innovativi progetti artistici su cui Pizzo stava lavorando per il Teatro, e che stavamo monitorando a livello nazionale da diversi mesi nell'ambito della riforma del Fus (fondo unico per lo spettacolo ndr) per valorizzare questo genere di esperienze stiano subendo un brusco stop. Giambrone ha affermato che il Teatro con questo licenziamento si prepara a cambiamenti di rilievo e ad un diverso assestamento della sua struttura, ma questo significa che il soprintendente si assumerà interamente la responsabilità delle conseguenze per il Teatro e la città. Il Movimento 5 Stelle monitorerà con attenzione gli sviluppi, aggiornando il Ministro che tra meno di un anno dovrà nominare il nuovo soprintendente".

Solidale con Giambrone anche il sindaco Leoluca Orlando: "Le sue scelte servono a proseguire e mettere in sicurezza un percorso che negli ultimi anni ha portato il Teatro Massimo ad essere riconosciuto come una delle eccellenze culturali italiane nel mondo. Sono certo che il Ministro Bonisoli sia del tutto estraneo ed all'oscuro di quanto dichiarato da alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle che, con quella che appare una volgare minaccia, sono intervenuti oggi sulla gestione".

A stretto giro arriva il commento del presidente del Consiglio Comunale, Totò Orlando: "L’attacco dei parlamentari palermitani del Movimento 5 Stelle al sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo Francesco Giambrone, dopo la rescissione del contratto col direttore artistico Oscar Pizzo, preoccupa nei modi e nei toni. Riteniamo riduttivo che si attribuisca al solo Pizzo il merito di un rinnovamento e di una capacità di innovazione che invece va riconosciuta al sovrintendente e a tutto il personale del Teatro. Dall’altro si minaccia in modo volgare una possibile pressione sul ministro in vista della nomina di un nuovo sovrintendente".

Anche il capogruppo di Sinistra comune Giusto Catania non condivide quando affermato dal M5S: "Il teatro Massimo rappresenta un’eccellenza palermitana e gli attacchi scomposti dei deputati del Movimento Cinque stelle al sovrintendente, Francesco Giambrone, sono oltre qualsiasi logica e privi di rapporto con la realtà. La scelta di sostituire il direttore artistico non può essere sottoposta alla valutazione della politica. Se i grillini, approfittando del nuovo ruolo al Governo del Paese, vogliono destabilizzare la Fondazione Teatro Massimo sappiano che troveranno un grande ostacolo nelle tante persone che, in questi anni, hanno riscoperto che il Teatro Massimo è un bene comune della città”.

Carmelo Miceli, deputato del Pd, sta addirittura valutando "la possibilità di depositare a Montecitorio un atto ispettivo per comprendere fino a che punto il titolare del dicastero di via del Collegio Romano condivida le parole dei deputati della sua maggioranza": "Le parole utilizzate dai parlamentari del M5S contro il sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo Francesco Giambrone sanno di tentativo indebito di condizionamento". "Giambrone - aggiunge Miceli - ha sempre operato con disciplina e nell'esclusivo interesse del Teatro Massimo a della città e mettere in dubbio la sua serietà e correttezza professionale per fini politici è un atto sconsiderato". 


 

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