Musei aperti anche nei festivi, l'accordo con i sindacati è più vicino: firmato il preliminare 

Il protocollo è frutto di un confronto con il dipartimento regionale dei Beni culturali iniziato un anno fa. Il dirigente Alessandro: "Nei prossimi giorni l'incontro per la chiusura definitiva dell'intesa". Atteso, a breve, il pagamento delle indennità che il personale aspetta da tempo

Musei regionale Salinas

Firmato questa mattina l’accordo preliminare tra il dipartimento regionale dei Beni culturali e le organizzazioni sindacali per l’apertura dei musei anche nei giorni festivi. “Un risultato - commentano Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl  - a cui lavoriamo da tempo e con grande impegno perché ha un valore doppio: da un lato lo dobbiamo ai lavoratori, che devono avere il pieno riconoscimento dei loro diritti, dall’altro lato lo dobbiamo ai siciliani e alla nostra terra, che ogni giorno è visitata da migliaia di turisti. I lavoratori che rappresentiamo hanno a cuore il funzionamento della macchina amministrativa e la buona immagine della Sicilia. È importante restare aperti quando maggiore è il flusso di visitatori". 

Il protocollo, frutto di un serrato lavoro iniziato l’anno scorso e condotto dagli uffici del departimento Beni culturali con tutti gli addetti del settore va definito nel dettaglio. "È una importante tappa - dice Sergio Alessandro, dirigente regionale dei Beni culturali - per dare il giusto lustro al mondo dei beni culturali regionali e ai lavoratori che vi sono impegnati. Ho già dato mandato agli uffici di convocare nei prossimi giorni l'incontro per la chiusura definita dell'accordo. Per quella data spero di ottenere il benestare unanime di tutte le sigle sindacali perché si tratta di importanti passi avanti che coinvolgono non solo l'interesse di tutti i lavoratori del settore ma anche la migliore fruizione del nostro patrimonio culturale".

A breve, inoltre, dovrebbe partire il pagamento delle indennità che il personale dei Beni culturali aspetta da tempo. "Un altro obiettivo importante - concludono i sindacati - perché non è ammissibile che i lavoratori che con sacrificio hanno garantito l’apertura dei siti ad oggi, aspettano ancora pagamenti arretrati”.

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