Ancora polemica Toninelli-Regione: "In Sicilia lentezza e incompiute", "Numeri campati in aria"

L'esponente del governo gialloverde attacca: "Alle lentezze della Sicilia, che è a Statuto speciale, dobbiamo sopperire con un intervento più massiccio dello Stato". L'assessore Falcone: "Sia più concreto, dalle sue frequenti visite il territorio non ha ricavato alcun vantaggio”

Il ministro Danilo Toninelli

"Se dovessi descrivere la Sicilia la definirei 'lentezza' e 'tante opere incompiute'". Parola di ministro: quello delle Infrastrutture Danilo Toninelli per l'esattezza. L'esponente del governo gialloverde è tornato nell'Isola per una serie di appuntamenti, prima nella parte orientale e poi quella occidentale. "Continuiamo a fare i sopralluoghi sulle strade provinciali in Sicilia - ha detto Toninelli - Migliaia di chilometri totalmente abbandonati. I siciliani non meritano questo. Alle lentezze della Sicilia, che è una Regione a Statuto speciale, dobbiamo sopperire con un intervento più massiccio dello Stato". Le sue parole non sono passate inosservate. Puntuale la replica dell'assessore regionale ai Trasporti Marco Falcone: "Invitiamo il ministro a essere più concreto, visto che dalle sue frequenti presenze in Sicilia il territorio non ha finora ricavato alcun vantaggio”.

Che la trasferta siciliana non sarebbe stata "indolore" si era intuito. "Mi trovo per la quarta volta in Sicilia in appena 10 mesi da ministro - si legge in un post pubblicato sulla Facebook del ministro nel primo pomeriggio - perché è soltanto valorizzando le potenzialità di questa meravigliosa Isola e di tutto il Sud che il nostro Paese può ripartire davvero". Oggi il ministro ha visitato Augusta e Gela "domani - si legge su Facebook - toccherò con mano il disastro della viabilità provinciale tra Palermo e Trapani, per la quale abbiamo inserito la figura del commissario con ampi poteri nel decreto sblocca-cantieri".

toninelli fb-2

Più volte nelle ultime settimane il presidente della Regione Nello Musumeci si era rivolto proprio a Toninelli chiedendo che il governo nominasse il commissario straordinario per la viabilità provinciale e più volte il dialogo a distanza tra Palermo e Roma, tra governatore e ministro, era diventato un vero botta e risposta senza troppe cerimonie.  Quello di oggi è quindi solo l'ultimo di una serie di scontri.

"La Sicilia - ha precisato Toninelli - è la regione su cui il governo sta puntando di più. Da quando mi sono insediato, sto stimolando Anas e Rfi a fare di più. Tante volte i soldi ci sono ma rimangono fermi chissà dove. Basta cantieri che vengono abbandonati".

"Ci dispiace - la secca replica di Falcone - constatare come il ministro Toninelli, nel suo quarto giro elettorale in Sicilia, trovi ancora modo per polemizzare con la Regione. Dispiace soprattutto constatare come i numeri dati dal ministro sul Fondo di sviluppo e coesione disponibili alla Regione siano del tutto campati in aria. Il solerte suggeritore di Toninelli avrebbe dovuto riferire che in un solo anno il governo Musumeci ha impegnato e speso sull'Fsc oltre 400 milioni di euro per interventi su strade, contro il dissesto, per la riqualificazione dei centri abitati, per la portualità minore e per l'ammodernamento di mezzi di trasporto pubblico locale. Invitiamo il ministro a essere più concreto, visto che dalle sue frequenti presenze in Sicilia il territorio non ha finora ricavato alcun vantaggio”. 

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