Il ministro Boccia a Palermo: "I treni in Sicilia? Una vergogna nazionale"

Il responsabile degli Affari regionali ha incontrato il presidente della Regione, Nello Musumeci, e poi quello dell'Ars Gianfranco Miccichè che ha anche fatto da "guida" a Palazzo Reale

Il ministro e il presidente della Regione

"Che Sicilia e Sardegna non abbiano treni all'altezza è una vergogna nazionale. Le risorse ci sono, penso allora che abbia molto senso sollecitare le aziende a dare tempi all'altezza di una società digitale. Risposte come 'ci vogliono 5-6-7 o 10 anni sono non più tollerabili". Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, che stamani era in città. Ha incontrato il presidente della Regione, Nello Musumeci, e poi quello dell'Ars Gianfranco Miccichè che ha anche fatto da "guida" per il ministro a Palazzo Reale. 

"L'impegno è di ridurre le diseguaglianze e i tempi di realizzazione degli investimenti e di essere molto più esigenti con chi ha queste responsabilità - ha aggiunto Boccia -. Mi riferisco anche alle aziende pubbliche perché non è ammissibile che per un progetto ci vogliano 5-6 anni. E' una cosa ingiustificabile e per certi aspetti anche non tollerabile. Per ammissione stessa del presidente Musumeci non è un problema di risorse ma di regole e di tempi per i quali devono rispondere Rfi e Anas". 

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Vari i temi affrontati dal ministro Boccia. Tra questi anche il ricorso dalla Consulta da parte della Sicilia. "La Consulta - ha sottolineato - non è un Tar, non si può pensare di andare davanti alla Consulta per qualsiasi cosa. La Consulta è il piano più nobile della nostra casa-Stato e lì ci si va solo in alcuni momenti. Negli ultimi anni si è presa l'abitudine di rivolgersi alla Consulta per qualsiasi cosa e penso che non sia giusto né per le Regioni, né per lo Stato né per la stessa Corte costituzionale". "Non posso più tollerare cento leggi impugnate l'anno, quasi dieci al mese - ha aggiunto -. E' una cosa insopportabile per il caos che crea e per i costi a carico dello Stato e delle Regioni. Tutto questo non è più sostenibile e c'è un impegno con tutti i presidenti delle Regioni per ridurle. Penso che si possano ridurre del 50 per cento con un meccanismo di confronto preventivo senza urtare la suscettibilità dell'autonomia di tutte le regioni. In questi primi mesi c'è già una riduzione, però tireremo le somme alla fine del 2020", ha concluso il ministro. 

Boccia ai corleonesi: "Avete dimostrato che riscattarsi è possibile"

Dal canto suo il presidente della Regione è tornato a parlare di autonomia differenziata. "Da parte nostra - ha detto - non c'è mai stata alcuna opposizione alla legittima aspirazione di alcune regioni del Nord. Abbiamo solo l'esigenza di istituire un tavolo nazionale, davanti al quale potere affrontare un tema che ha ricadute su tutto il territorio nazionale. Al ministro abbiamo sottolineato l'esigenza di perequazione infrastrutturale e fiscale perché non vorremmo che una parziale applicazione del regionalismo possa determinare una ricaduta negativa sul Mezzogiorno che vive una stagione di grande difficoltà".

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Alla presenza del ministro si è poi insediata a Palazzo Orleans, la nuova Commissione paritetica per le norme di attuazione della Regione, ai sensi dell’articolo 43 dello Statuto. Ai componenti - Enrico La Loggia di Palermo e Felice Giuffrè di Catania - già indicati in precedenza da Musumeci si sono aggiunti Antonino Ilacqua e Filippo Marciante, su designazione di Boccia. Segretario della Commissione è stato nominato Mario Puglisi.

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