"Ci hai fatto togliere i soldi, morirai": lettera di minacce con proiettile a Schifani

Nella busta trovato un bossolo di una pistola di medio calibro avvolto in un foglio. La missiva - che è stata recapitata nella cassetta postale dello studio professionale dell'esponente di Ncd, in piazza Virgilio a Palermo - fa riferimento alla legge sul sequestro per equivalente

"Tu ci hai fatto togliere i soldi e te ne sei vantato, pagherai e morirai". Lettera di minacce con un proiettile per l'ex presidente del Senato, Renato Schifani, di professione avvocato. La notizia è riportata oggi dal quotidiano "Il Giornale di Sicilia". La missiva - che è stata recapitata nella cassetta postale dello studio professionale dell'esponente di Ncd, in piazza Virgilio a Palermo - fa riferimento alla legge sul sequestro per equivalente. Minacce inequivocabili: un bossolo appartenente a una pistola di medio calibro avvolto in un foglio nel quale è scritto il "rimprovero". E' scattato subito l'allarme. Schifani è protetto dalla scorta: cinque uomini e due auto blindate. Indagini in corso. Gli inquirenti seguono la pista mafiosa, ma non si esclude nulla.

Schifani, in alcune interviste seguite all'archiviazione dell'indagine per mafia contro di lui, ha citato come merito della propria attività contro Cosa nostra il varo delle norme sul sequestro per equivalente dei patrimoni, mafiosi e non solo, acquisiti illecitamente e oggetto di compravendite con terzi di buona fede. Dopo le minacce giunte a Di Matteo e Scarpinato, ecco un altro episodio che tiene sempre più alta la tensione. Schifani recentemente è stato assolto dall'accusa di concorso in associazione mafiosa dopo un'indagine lunghissima.

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