L'appello di Lorefice per i migranti: "Inaccettabile vedere arrivare bare nei nostri porti"

L'arcivescovo Corrado Lorefice è intervenuto a margine della presentazione del 394esimo Festino di Santa Rosalia: “Vogliamo una città libera dal dolore, dalla sofferenza e dalla mafia e vogliamo un Mediterraneo dove i bambini possano giocare e non morire”

“Vogliamo una città libera dal dolore, dalla sofferenza e dalla mafia e vogliamo un Mediterraneo dove i bambini possano giocare e non morire”. L'appello arriva dall'arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, a margine della presentazione del 394esimo Festino di Santa Rosalia, patrona della città.

Le parole dell'alto prealto arrivano in un momento in cui forte è il dibattito sul tema immigrazione. Proprio ieri l'ultimo scontro tra il sindaco Leoluca Orlando e il ministro dell'Interno Matteo Salvini, a suon di tweet e annunci di querele e sempre ieri in migliaia lungo tutto lo Stivale hanno indossato una maglietta rossa in risposta all'appello lanciato da Libera in favore dei migranti. 

Per Lorefice è "inaccettabile vedere arrivare le bare dei bambini e delle loro mamme nei nostri porti per noi. Di fronte a noi ci sono le sfide della migrazione e la risposta non può che essere quella di abbattere i muri". Serve invece "una politica giusta e oculata per tutti. Il Festino di Santa Rosalia è una kermesse ma deve arrivare a tutti questo messaggio, un mondo accogliente per i bambini un mondo in cui bisogna sempre promuovere la vita. Facciamo sul serio con i bambini che hanno molto da dirci. Soprattutto questa bambina meravigliosa che è Rosalia che ci insegnerebbe a guardare con gli occhi da bambino".

“Le parole dell’arcivescovo Lorefice sono un gesto di amore nei confronti della città e di speranza per chi crede ancora in un mondo più accogliente. Sento le frasi di Don Corrado come uno stimolo a non abbassare la guardia contro ogni forma di razzismo e xenofobia", commenta Giusto Catania, capogruppo di Sinistra Comune. Il consigliere comunale ringrazia Don Corrado: “perché, in nome del Vangelo, sente il bisogno di affidare una missione politica alla chiesa palermitana che, ogni giorno, si occupa di poveri, bisognosi e migranti. Ha ragione Don Corrado quando afferma che bisogna contrastare sul terreno culturale la propaganda populista, perché tutte le volte che si alzano le barricate arrivano le dittature e le violenze.  Le tante persone che muoiono nel tentativo di giungere in Europa sono la rappresentazione contemporanea dell’Olocausto ma oggi non possiamo dire di non sapere che la nuova Auschwitz si materializza nei barconi che affondano nel Mediterraneo".

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