"Ripartiamo dalle infrastrutture", la strategia della Lega per i comuni della provincia

Il senatore Stefano Candiani ha incontrato sindaci e consiglieri comunali di Campofiorito, Contessa Entellina, Chiusa Sclafani, Bisacquino e Giuliana: "Crediamo nello sviluppo dell’Isola ma serve programmazione"

Da sinistra Igor Gelarda e Stefano Candiani

“In Sicilia, gli investimenti in infrastrutture sono un requisito imprescindibile per risollevare l’economia, ma i soldi vanno spesi bene. Ci vuole programmazione. La Lega crede nello sviluppo dell’Isola, trainata soprattutto da agricoltura e turismo, ma prima di parlare di fondi dal governo nazionale servono i progetti. Guardiamo ai collegamenti stradali, per esempio, che nelle zone più interne sono in condizioni davvero preoccupanti. È necessario intervenire, ma è inutile distribuire risorse senza progetti. Diventa soltanto spreco di denaro”. Così il senatore della Lega Stefano Candiani, sottosegretario al ministero dell’Interno, davanti a una platea di sindaci e consiglieri comunali di Campofiorito, Contessa Entellina, Chiusa Sclafani, Bisacquino e Giuliana a raccolta in una due giorni di incontri appena conclusa nella Valle dei Monti Sicani su iniziativa di Igor Gelarda, responsabile regionale Enti locali del partito guidato da Matteo Salvini.

“Cinque anni di governo Crocetta ci hanno messo in ginocchio - lamentano i sindaci -.L’emigrazione giovanile per la mancanza di lavoro è diventata un’emorragia che sta portando allo spopolamento dei nostri territori. Così la Sicilia muore. E mai potrà esserci un’inversione di tendenza se non si creano le condizioni per lo sviluppo, soprattutto delle zone più interne a vocazione prevalentemente rurale. Ci sentiamo abbandonati”. 

Collegamenti stradali efficienti come base per rilanciare agricoltura e turismo. Ecco le linee guide indicate da Candiani nel tour nella Valle dei Monti Sicani, dove si sono susseguiti incontri con amministratori locali e confronti con cittadini e simpatizzanti della Lega, come durante l’inaugurazione di un circolo a Bisacquino. “I giovani siciliani  - dice Gelarda - non devono essere costretti a lasciare i loro territori, ma bisogna dargli un’opportunità di reddito per scegliere di restare altrimenti la battaglia allo spopolamento delle zone interne è persa in partenza. E le prospettive per i giovani, soprattutto nei piccoli centri, possono arrivare principalmente da agricoltura e turismo. Insisto, però: serve programmazione. Servono progetti concreti per fare ripartire la Sicilia nel segno dell’identità e dell’orgoglio di rappresentare il proprio territorio. È questo il messaggio politico della Lega”.

Dalla Valle dei Monti Sicani, Gelarda lancia inoltre un’altra iniziativa: “A dicembre a Palermo organizzeremo un grande tavolo di confronto con i sottosegretari della Lega al turismo e all’agricoltura e i sindaci del Palermitano, ma anche di Trapani e Agrigento. Non abbiamo la bacchetta magica - conclude Gelarda - ma certamente sarà l’avvio di un percorso di programmazione per il rilancio della Sicilia nel segno della Lega. E non ci sarà spazio per chi nel passato ha tradito i siciliani”.

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Dario
    Dario

    Non ho letto l'articolo ma partire dalle infrastrutture ok mi sembra una cosa buona, ma credo che Palermo, non nel centro storico, si debba rimodellare, parlo delle periferie con case piccole, vecchie nella struttura, organizzate male nelle vie, secondo me con palazzi più alti con qualcuno che investisse su questo progetto forse non solo ci sarebbe una città nuova, poi popolata e strade più grandi, ma ci sarebbe più spazio nelle strade, meno macchine perché le case nuove avrebbero un posto macchina sotto la casa, ci sarebbe un altra vita se poi si facesse abbellisse, arredasse la periferia con arte, direi che potrebbe nascere un altro " nuovo centro storico " intendo solamente una città nuova e piu curata come il centro storico anche non essemdolo, questa si potrebbe quindi definire crescita di palermo, ovviamente si costruirebbe tutto con le nuove regole dell'arte antisismiche al fine di evitare il peggio e non essere costretti a pagare un giorno collettivamente per sfollati hanno perso la casa in un terremoto, che poi, beh abbiamo visto la fine che hanno fatto dove è successo. Direi che questo modo di agire potrebbe cambiare a poco a poco non solo la faccia di palermo ma dell'intera nazione, se poi fossero architettate con gli accorgimenti che limitano i consumi avremmo meno spese collettive da affrontare, poi sicurezza nelle case, e una vita migliore avendo sia parcheggio sicuro che strade meno ingombranti e meno trafficate date la loro nuova ampiezza che porta più sole nelle finestre, più aria, e un senso di più libertà per tutti.

  • Anche i progetti senza fondi son inutili.

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