Prima kermesse dei partigiani del Pd al Teatro Santa Cecilia: "Un nuovo inizio per il partito"

Non si riconoscono nel modello di partito di Matteo Renzi e non hanno gradito il metodo utilizzato per scegliere i candidati alle prossime elezioni. Il leader Rubino: "Occorre ricostruire il legame sentimentale con la nostra gente messo a dura prova in questi anni"

Una panca da birra senza grafica e senza abbellimenti vari, una di quelle che per tanti anni sono state protagoniste delle ‘Feste de l’Unità’ su palco del Teatro Santa Cecilia dove questa mattina i partigiani Dem sono riuniti per un cambiare il partito. "Queste panche - spiegano i partigiani del Pd - erano libere, disordinate, anche un po’ sporchine, perché, allora come ora, dietro il lavoro di tanti c’era solo la passione ed il senso di militanza. La manifestazione di oggi è nata da questo, senza avere ‘dietro nessuno’, se non il lavoro di tanti. Ora come allora, con rabbia e con amore".  

Rigenerazione Pd è il titolo della kermesse in corso al Teatro. “Sarà una giornata - dichiara Antonio Rubino, a nome dei partigiani Dem - nella quale daremo spazio al Pd. Saranno protagonisti i militanti, i segretari di circolo, gli amministratori locali ed i tanti giovani che in queste ore stanno guardando a noi, e quindi al PD, con interesse e speranza. Occorre Rigenerare il Pd, ricostruire il legame sentimentale con la nostra gente messo a dura prova in questi anni di lacerazione continua del partito. Insomma al Pd-R noi contrapporremo il R-Pd insieme ai tanti che in Sicilia e nel resto del Paese pensano che occorra riportare il Pd ad essere percepito come una ‘forza tranquilla’”.

L'ex responsabile organizzativo regionale del Pd e ora leader dei partigiani, Rubino, che qualche giorno fa ha ricevuto anche una lettera minatoria,  non si riconosce nel modello di partito di Matteo Renzi e non ha gradito il metodo utilizzato per scegliere i candidati alle prossime elezioni. Da qui la scelta, condivisa con altri, di dare vita a questo movimento senza lasciare il partito. Il loro motto è: "Non cambiamo partito ma cambiamo il partito". 

In tanti, nonostante la pioggia, hanno partecipato al momento di confronto. Tra gli altri, anche Daniele Vella, componente della Direzione regionale del Pd: "Ho preso parola a nome di tanti militanti, iscritti e dirigenti che -  dice Vella - hanno inviato a Renzi la lettera 'Caro Matteo, così è un disastro. Ricostruiamo dalle macerie'. Abbiamo ribadito l’idea di un partito progressista, plurale, democratico. Un partito che non sia subalterno al centrodestra, ma che torni ad essere egemone nella vita politica nazionale e regionale. Lo ricostruiremo dal 5 marzo insieme alle tante persone che non hanno condiviso questo modo di condurre le cose, che non hanno gradito l’assenza del Pd alle comunali di Palermo ed il tracollo alle regionali. Lo ricostruiremo perché un grande partito progressista servirà per creare una società più giusta, libera, equa e sicura".
 

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