La Regione boccia l'hotspot allo Zen, Cordaro: "Preso atto di un progetto inadeguato"

Il Consiglio regionale dell'Urbanistica ha espresso all'unanimità parere negativo. Anche Sala delle Lapidi aveva bocciato l'idea. L'assessore: "No tecnico alla base di scelta politica condivisa dal presidente Musumeci". Orlando: "Scelta di principio e di valori"

Una protesta contro l'hotspot

La Regione boccia l'hotspot allo Zen. Secondo il Consiglio regionale dell'Urbanistica (Cru) "la proposta progettuale è inadeguata". Lo rende noto l'assessore al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, che riferisce: "Il parere negativo è stato espresso sulla base di un’analisi approfondita ed attenta che i componenti del Consiglio - tecnici dell’assessorato, docenti universitari, ingegneri, architetti, geologi e rappresentante della Soprintendenza dei Beni culturali - hanno fondato su varie argomentazioni".

A partire dal fatto che la proposta progettuale consiste soltanto in uno studio di prefattibilità, mentre la legge "pretende la redazione di un progetto che deve essere di massima o esecutivo". E ancora: "La progettazione già di per sé non adeguata, non è stata accompagnata, né poteva esserlo, dai necessari pareri di compatibilità geomorfologica, di competenza dell’ufficio del Genio Civile ed era altresì carente dei pareri di competenza della Soprintendenza sotto l’aspetto paesaggistico, ma ancor di più vincolistico".

A ciò si aggiunga che il negativo pronunciamento del Consiglio comunale rappresenta un ostacolo insormontabile, in ragione del fatto che l’amministrazione è proprietaria dell’area e rimane l’unica autorità competente in materia di pianificazione territoriale. "Va rilevato inoltre sotto l’aspetto urbanistico più generale - si legge nella nota dell'assessore Cordaro - che il sito è servito da una viabilità non adeguata, che conduce ad un’area a parcheggio di pertinenza del Velodromo e che tale viabilità, di dimensioni assolutamente insufficienti, non potrebbe essere utilmente destinata anche all’acceso dei mezzi per l’arrivo dei migranti attraverso un unico ed improponibile varco".

“Ho preso atto dell’inadeguatezza della proposta in argomento - sottolinea Cordaro - e dell’intendimento tecnico del Cru, che si pone alla base della scelta politica che il presidente Musumeci, che ha seguito con estrema attenzione i singoli passaggi dell’intero percorso, ha condiviso, anche a seguito del confronto che si è svolto la settimana scorsa con il sottosegretario all’Interno Stefano Candiani”.

Per il sindaco Leoluca Orlando "la bocciatura della proposta è certamente un fatto positivo, ancorché apparentemente legato esclusivamente a motivi tecnici legati al progetto". Quindi conclude: "Come chiaramente espresso dal Consiglio comunale all'unanimità, la città di Palermo e tutta la sua comunità sono contrarie a creare centri nei quali è violata la dignità degli esseri umani e la cui liceità sotto il profilo del diritto è ancora tutta da dimostrare. Palermo si conferma una città che crede nei valori dell'accoglienza, della solidarietà e dell'incontro fra popoli e culture, mettendoli in pratica nel quotidiano. Per questo il nostro 'no' all'hotspot non è e non sarà mai soltanto una scelta tecnica, quanto piuttosto una scelta di principio e di valori".
 

Le reazioni

Catania: "Palermo si conferma luogo di accoglienza"

Caracausi: "Rispettata volontà del Consiglio comunale"

Fumetta: "Confermata vocazione umanitaria di Palermo"

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