Hotspot, il progetto passa al Consiglio regionale dell'urbanistica: verso il "no" tecnico?

La struttura che dovrebbe sorgere allo Zen è priva di pareri. Dopo l'incontro tra i capigruppo e l'assessore regionale del Territorio e dell'Ambiente, Toto Cordaro, rispunta il "piano B". Il sindaco Orlando: "Sì alla prima accoglienza al porto"

L'incontro di oggi tra i capigruppo e l'assessore Cordaro

Il progetto dell'hotspot allo Zen passa al Consiglio regionale dell'urbanistica. Solo dopo il parere del Cru l'assessore regionale del Territorio e dell'Ambiente, Toto Cordaro, prenderà una decisione. Nell'attesa, tra i capigruppo che oggi hanno partecipato al vertice con Cordaro c'è già chi si sbilancia: "L'incubo hotspot si allontana", afferma Giusto Catania (Sinistra Comune).

Affermazione tutt'altro che azzardata, visto che il Cru valuta progetti che hanno almeno lo studio di fattibilità. La tendostruttura per 400 migranti che il ministero dell'Interno vorrebbe far sorgere a fondo San Gabriele invece è nella fase di pre-fattibilità: con lo studio che peraltro è stato bocciato all'unanimità dal Consiglio comunale assieme alla variante urbanistica sul terreno, destinato nel Prg a verde storico e con vincoli paesaggistici e archeologici. Difficilmente quindi il Cru potrebbe prenderlo in considerazione, di conseguenza all'assessore Cordaro non resterebbe altro che esprimersi negativamente sull'hotspot. Un "no" tecnico. Questo è ciò che ufficiosamente emerge al termine della riunione che si è svolta stamattina presso l'assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente.

Ufficialmente invece Cordaro si limita a dire che "l’incontro si è svolto in uno spirito di grande collaborazione". E in una nota aggiunge: "Ho apprezzato molto le argomentazioni fornite da ciascuno dei partecipanti, sia sotto il profilo tecnico che delle motivazioni politiche. Ho già avviato le procedure per la convocazione del Consiglio regionale dell’urbanistica che potrà prendere in esame il progetto non appena il Comune avrà fatto pervenire in assessorato la delibera del Consiglio con tutti gli allegati progettuali". 

"Un'interlocuzione positiva che lascia presagire esito positivo della vicenda", sottolinea Catania. "L'assessore era ben informato e a conoscenza degli aspetti più critici della vicenda. Si è detto pronto a rispettare il volere della città: Palermo mette al primo posto l'accoglienza e le persone". Sulla stessa scia Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia e vicepresidente del Consiglio: "Auspichiamo che l'assessore Cordaro, persona sensibile e attenta, possa in piena autonomia tenere in considerazione ciò che ha deliberato Sala delle Lapidi".

Tra l'altro il Piano regolatore del Comune prevede che il vincolo sull'area di fondo San Gabriele rimanga. Nessuna variante quindi si può fare d'imperio. In più, come spiega Toni Sala (Palermo 2022), "mancano di fatto tutti i pareri al progetto". Ecco perché, prosegue il consigliere orlandiano, "siamo fiduciosi che l'assessore terrà in giusta considerazione l'espressione del Consiglio comunale, che è solo uno dei pareri a cui farà riferimento per la sua determinazione. Non vi è dubbio che una soluzione deve essere individuata a livello regionale per i centri di primo soccorso per i migranti. Luoghi che non possono non essere vicino a un porto".

O proprio dentro il porto, nel caso di Palermo. Potrebbe essere questo il "piano B": ipotesi per nulla nuova come ricorda anche il sindaco Leoluca Orlando, che a PalermoToday dice: "Il tema è come rendere migliore l'accoglienza dei migranti. La prima accoglienza al porto è una soluzione su cui il Comune si è già espresso favorevolmente, l'hotspot è tutt'altra cosa. Il 'no' all'unanimità del Consiglio comunale va in questa direzione". Per il "piano B", semmai dovesse essere questa l'exit strategy, serve l'ok dell'Autorità portuale. Che in prima battuta si è opposta. E se a fare pressione sull'authority stavolta fosse la Regione?

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