Firme false M5S, Di Vita segue Nuti: "Mi sospendo dal gruppo parlamentare"

Dopo la richiesta di rinvio a giudizio dei deputati pentastellati per il caso firme false, Beppe Grillo ha invitato il gruppo parlamentare a metterli alla porta. Due su tre hanno deciso di fare un passo indietro

Dopo il diktat di Beppe Grillo, che di fatto ha invitato il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle alla Camera a mettere alla porta gli indagati per il caso firme false, e il passo indietro di Riccardo Nuti, anche la deputata Giulia Di Vita ha deciso di autosospendersi dal gruppo parlamentare. A darne notizia, come di consueto ormai, con un post su Facebook è la deputata stessa: "Faccio mie le parole di Riccardo Nuti di cui apprezzo infinitamente il gesto che condivido in toto, ho deciso anche io, infatti, di autosospendermi dal gruppo parlamentare per tutta la durata della mia sospensione dal M5S".

Di Vita motiva la scelta ritendo che "il gruppo parlamentare del MoVimento non debba impiegare tempo ed energie in questo modo, prestando il fianco al sistema politico-mediatico già pronto ad approfittare di occasioni del genere per strumentalizzare qualsiasi cosa e alimentare il solito teatrino messo su per tentare di attaccare il M5S. Capisco, inoltre, la difficile posizione in cui si ritroverebbero colleghi al cui fianco lavoro, orgogliosamente da 4 anni, molti dei quali diventati amici, costretti a pronunciarsi su di me. Posso evitare tutto questo e lo faccio con piena convinzione".

La deputata conclude ribadendo ancora una volta la sua innocenza: "mi affido alla magistratura per provare definitivamente la mia estraneità ai fatti di cui vengo accusata, nel frattempo resta immutato, se non rafforzato, il mio costante impegno politico ispirato ai principi del MoVimento 5 Stelle in cui non ho mai smesso di credere da 10 anni a questa parte, rispettandone sempre le regole".

"Continuerò naturalmente a restituire parte dello stipendio destinandolo al fondo, gestito dal ministero dello Sviluppo Economico - conclude Di Vita - dedicato al microcredito e a cui ho già versato oltre 215 mila euro da inizio legislatura ad oggi. Allo stesso modo continuerà imperterrita la mia azione politica, a livello nazionale e territoriale, continuerò a farmi portavoce dei bisogni dei cittadini, specie di coloro che una voce non ce l'hanno, a cui ho sempre dedicato gran parte del mio lavoro. Grazie per l'immenso sostegno dimostrato ancora in questi giorni, ne sono onorata".

La terza deputata per cui è stata avanzata la richiesta di rinvio a giudizio per il caso firme false è Claudia Mannino. "Le regole fai da te del Movimento 5 Stelle cozzano con la retorica pseudo legalitaria dei suoi esponenti - commenta il segretario provinciale del Partito democratico Carmelo Miceli -. Il tutto nel silenzio assordante del loro candidato sindaco di Palermo Ugo Forello. Un uomo sempre più solo, indifeso e in balia delle correnti tumultuose di un Movimento imprevedibile, indefinito e cangiante tanto nelle idee, quanto nella pratica". 

In serata il presidente dei pentastellati Roberto Fico ha fatto sapere attraverso Facebook che "domani non ci sarà nessun voto interno al gruppo parlamentare".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Scomparso da oltre un giorno, 29enne trovato morto sotto il ponte di via Oreto

  • Insospettabile palermitana si prostituiva: la vicenda finisce a processo

  • Tony Colombo e la camorra, nervi tesi da Giletti: lui minaccia di lasciare lo studio

  • Incidente alla Favorita, auto si schianta contro un albero: un morto e una ferita grave

  • Una vita dietro la consolle, poi lo schianto in Favorita: "Antonio, rimarrai il mio miglior dj"

  • La mafia palermitana del dopo Riina: "Comandano i boss anziani, mettono tutti d'accordo"

Torna su
PalermoToday è in caricamento