Giovani socialisti: urgente salvare l'istituto Gramsci siciliano

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

La Federazione dei Giovani Socialisti di Palermo e la Federazione dei Giovani Socialisti di Sicilia, cui si accodano il Partito Socialista Italiano – Palermo ed il Partito Socialista Italiano – Sicilia, comunicano che in data odierna hanno trasmesso al sindaco di Palermo ed al Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, ai rispettivi indirizzi e-mail, la lettera aperta che segue per chiedere la salvezza della Onlus “Istituto Gramsci” siciliano di Salvatore Nicosia, con emeroteca (unica fornita e fruibile nel capoluogo siciliano) e biblioteca siti in Palermo nei cantieri culturali della Zisa. La Emeroteca è l’unica completa consultabile a Palermo, con quella regionale non più fruibile da cinque anni e quella comunale non fruibile da venti. La lettera inoltrata viene pubblicata a margine di questo comunicato per garantire la più ampia diffusione e sottoscrizione. Palermo, 23 giugno 2020 Mattia Carramusa, Federazione dei Giovani Socialisti – Palermo Fabiana Marta Gattuso, Federazione dei Giovani Socialisti – Sicilia Roberto Sajeva, Partito Socialista Italiano – Palermo Nino Oddo, Partito Socialista Italiano - Sicilia:

Egregio sindaco Orlando, Magnifico Rettore Micari, Come vi è noto, il capoluogo siciliano vive soprattutto di cultura, e spesso gli enti e le associazioni a carattere culturale sono “strategiche” per la valorizzazione sociale in determinate aree: si pensi, ad esempio, ai cantieri culturali della Zisa, che hanno permesso all’omonimo quartiere ed al confinante quartiere della Noce di svilupparsi e ingenerare non solamente spazi aggregativi ma soprattutto combattere la battaglia della cultura, della conoscenza e della consapevolezza in questi quartieri che, senza quei cantieri culturali, sarebbero noti solo per le cronache giudiziarie e nere di questi anni. All’interno dei cantieri culturali della Zisa, in un padiglione è allocata la Onlus “Istituto Gramsci Siciliano” presieduto da Salvatore Nicosia che, a seguito dello spirare della concessione decennale dei locali nel 1999 firmata dall’allora (ed attuale) sindaco di Palermo, prof. Leoluca Orlando. Il gesto vide il plauso della società civile, di molti partiti, del presidente della provincia di Palermo Francesco Musotto, del presidente della Regione Angelo Capodicasa e del governo nazionale allora presieduto da Massimo D’Alema.

Da allora molte cose sono cambiate, certo, ma ad oggi l’Istituto Gramsci è l’unico dotato di una emeroteca molto ampia fruibile nel territorio del capoluogo siciliano, e l’unica biblioteca molto vasta per quanto concerne scritti storici, politici, filosofici e non solo prodotti da siciliani: l’emeroteca storica della Biblioteca Centrale della regione siciliana non è fruibile da oltre cinque anni, quella della Biblioteca Comunale di Palermo non è fruibile da oltre venti. Al di là dell’ideologia propugnata dai fondatori della onlus, da Gramsci o da Marx (del quale l’istituto ha celebrato due anni fa il bicentenario della nascita alla presenza del sindaco di Palermo), non è ammissibile che per l’inerzia nella rinnovazione delle concessioni l’amministrazione comunale agisca da sepolcro imbiancato, con sindaci e assessori che hanno rassicurato più volte ai microfoni e poi hanno comunque proceduto all’ingiunzione (già due anni fa) e hanno svolto azioni volte a recuperare le somme che, causa la mancata rinnovazione delle concessioni, sono state imputate. Come ha chiarito qualche giorno fa l’assessore comunale alle culture Adham Darawsha, non si può permettere in nessun caso che un ente culturale non lucrativo che supplisce a tratti l’incapacità pubblica di fornire un servizio di formazione, di approfondimento, di cultura, di studio; un ente culturale non lucrativo che assolve anche al delicatissimo compito di migliorare una zona ed un tessuto sociale altrimenti noto solo per le cronache di mafia e giudiziarie nell’abbandono totale dell’amministrazione.

Ci rivolgiamo pertanto, in prima istanza noi ragazzi della Federazione dei Giovani Socialisti di Palermo in coordinamento con la FGS regionale tutta, a lei sindaco Orlando, e a tutti gli organi competenti: non possiamo in alcun modo permettere che un’associazione non lucrativa e culturale debba chiudere i battenti per l’incapacità del comune di rinnovare una concessione a titolo gratuito od oneroso in misura veramente minima. Già questa remora e questa proposta, a firma anzitutto della FGS, vede l’adesione del PSI palermitano e siciliano in sottoscrizione. La nostra proposta è anzitutto quella di provvedere ad una rinnovazione della concessione, stavolta almeno ventennale, con un canone veramente irrisorio e simbolico (sia pure cento euro al mese), avviando dei protocolli d’intesa tra l’istituto ed il comune per indirizzare i fruitori di Biblioteca ed Emeroteca soprattutto nelle strutture dell’Istituto Gramsci, così come anche tra istituto ed Università degli Studi di Palermo, rivolgendoci qui anche al Magnifico Rettore Fabrizio Micari, perché la biblioteca e l’emeroteca divengano polo fruibile per gli studenti dell’ateneo, soprattutto per i dipartimenti di Culture e Società, Giurisprudenza, Scienze Economiche Aziendali e Statistiche, Scienze Politiche e internazionali e Scienze Umanistiche, magari con protocollo d’intesa oneroso in una misura simbolicamente onerosa.

Protocolli analoghi potrebbero agevolmente essere posti in essere persino dalle scuole per corsi o attività, anche extracurriculari di approfondimento e all’uopo ci appelliamo e stimoliamo anche la Consulta Provinciale degli Studenti affinché si muova in tal senso. Auspichiamo che questa nostra lettera, che vi mandiamo agli indirizzi e-mail reperibili nei portali ufficiali, non sia lasciata nel dimenticatoio. A tal fine la rendiamo lettera aperta, pubblicandola nei canali a noi possibili affinché quanti più soggetti si accodino alla nostra iniziativa e diano voce per rendere quanto più ampio questo nostro grido d’angoscia e la solidarietà all’istituto guidato da Salvatore Nicosia. Non possiamo permettere che la cultura e la valorizzazione del territorio entrino nell’ottica del mero mercimonio. Magnifico Rettore, signor sindaco, voi siete cattolici. Vi ricordiamo quanto disse, incardinandosi come patriarca di Venezia, l’allora monsignor Albino Luciani, che diventerà l’ultimo papa italiano: “Ci hanno insegnato ad adorare il Dio Trino, non il dio quattrino”.

Serve ancora una volta un intervento pubblico volto a scongiurare che logiche di opportunismo economico spazino via conquiste, anche culturali, conquistate con sangue, sudore, fatica e buona volontà e mettendo davanti all’interesse economico particolare l’interesse del benessere comune. In conclusione, invitiamo tutti i compagni e non compagni di ogni ordine, grado ed età, a partire dalle associazioni giovanili della Rete degli Studenti Medi di Palermo e della Sicilia, i giovani compagni dell’Unione degli Studenti Universitari, tutti i sindacati studenteschi, le associazioni e fondazioni cittadine e regionali con speciale riguardo a quelle aventi carattere culturale, il mondo della cultura palermitana e siciliana, le forze politiche responsabili e tutta la società civile a sottoscrivere questa nostra lettera aperta e questo nostro appello, come sta già facendo il PSI cittadino ed il PSI regionale che a questa nostra si accoda.

Federazione dei Giovani Socialisti di Palermo – circolo Libertà Obbligatoria Il coordinatore cittadino – Mattia Carramusa Federazione dei Giovani Socialisti – Sicilia Il segretario regionale – Fabiana Marta Gattuso Partito Socialista Italiano – Palermo Il coordinatore cittadino – Roberto Sajeva Partito Socialista Italiano – Sicilia Il segretario regionale – Nino Oddo

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