Teatro Politeama gremito per Fini "Terzo polo? Qui può essere primo"

Oltre 2 mila persone per il presidente della Camera. "Intercettazioni? Legge per l'interesse di qualcuno. Berlusconi faccia un passo indietro. Difficile la candidatura della Bongiorno a sindaco di Palermo"

Gianfranco Fini a Palermo (foto Pina Meli)

Un Politeama gremito, colorato con tantissimi tricolori oltre alle tradizionali bandiere di partito, ha salutato la visita del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha scelto Palermo come tappa iniziale della convention "C’è una Italia in cui credere". Oltre 2mila le persone che hanno partecipato all’evento, organizzato dai coordinamenti locali di Fli in stretta collaborazione con il movimento giovanile del partito, Generazione Futuro. E la decisione di affidare una parte rilevante dell’organizzazione ai giovani è stato un primo segnale di quella rottura col modello classico di fare politica; quel rinnovamento politico auspicato alla vigilia anche dal segretario provinciale e deputato all’Ars di Fli, Alessandro Aricò secondo cui  sia necessario"creare i presupposti per una nuova stagione politica, in cui il progetto di Fli sia centrale in un’ottica di cambiamento, che a cascata deve interessare tutta l’Italia".

Fini, salito sul palco sulle note della colonna sonora di 'Pirati dei Caraibi', ha toccato numerosi argomenti, dal ddl sulle intercettazioni che “non è la migliore legge per l'interesse nazionale ma forse per l'interesse personale di qualcuno",  a Berlusconi che "se amasse l'Italia avvertirebbe l'esigenza di fare un passo indietro", passando per la Lega che "danno il meglio quando a Pontida si vestono da Unni e Barbari"."Ce ne siamo andati perché dal Pdl perché non ce la sentivamo di difendere l'indifendibile. Siamo stati messi alla porta perchè ponevamo alcune questioni. Non ci convince e non ci convinceva la necessità di assecondare Bossi quando parlava di secessione o di rinunciare alla legalità come valore senza il quale non ci può essere democrazia e libertà", ha detto a proposito della rottura politica con Berlusconi e il Pdl. Inevitabile un passaggio sulle prossime amministrative: "La vostra è una grande città che può davvero far comprendere che il vento è cambiato. Abbiamo la possibilità di dimostrare che con il terzo polo un altro tipo di governo è possibile, a partire dalle città". Infine ha concluso affermando che "la politica oggi usa lo specchietto retrovisore, si concentra sul presente ma non guarda al futuro. Non ci si chiede quale sarà lo scenario tra 10 anni".

Al termine della manifestazione le facce degli organizzatori lasciavano trasparire soddisfazione per la riuscita dell’evento. Per Gaetano Canzoneri, dirigente nazionale di Generazione Futuro, "questa è stata la prima volta dopo tanti anni che i giovani sono stati realmente protagonisti nell’organizzazione di una manifestazione di partito di rilevanza nazionale, che serve a comprendere meglio, a differenza del passato, la fiducia di Fli nei confronti dei giovani". In serata il presidente della Camera ha toccato anche l’argomento sindaco. “Quella di Giulia Bongiorno sarebbe una candidatura autorevole – ha detto Fini ad un’emittente locale - ma Giulia da anni si è trasferita a Roma, lì si è costruita una famiglia e lì lavora e non penso possa trasferirsi. Siccome è una persona seria non credo che sarebbe disposta a candidarsi a Palermo solo per metterci la faccia”.

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