Pulizia fiumi e torrenti, la Regione stanzia quasi 5 milioni per il Palermitano

Undici gli interventi: dal lago Poma (Partinico) alla diga Rosamarina (Caccamo) passando per il torrente Sant’Elia (Monreale). Il presidente Musumeci: "L'obiettivo è prevenire possibili fenomeni di esondazione, con conseguenze in alcuni casi tragiche per la popolazione"

La diga Rosamarina, a Caccamo

Prosegue l’attività di messa in sicurezza del territorio da parte della Regione Siciliana. In vista delle piogge autunnali, il governo ha stanziato sedici milioni di euro per avviare la pulizia di un centinaio di torrenti e fiumi per consentire il libero e regolare deflusso delle acque. I fondi destinati alla Provincia di Palermo, ammontano a 4,7 milioni di euro. Undici gli interventi: lago Poma (Partinico), lago di Piana degli Albanesi, lago Scanzano (Piana degli Albanesi), diga Rosamarina (Caccamo), diga Garcia (Contessa Entellina), diga Raia (Prizzi), diga Gammauta (Palazzo Adriano), diga Leone, diga Fanaco (Castronuovo di Sicilia), torrente Piletto (Lascari) e torrente Sant’Elia (Monreale).

Dighe Poma e Scanzano: "Avviata pulizia straordinaria"

"Un’attività per prevenire possibili fenomeni di esondazione, con conseguenze in alcuni casi tragiche per la popolazione, come purtroppo accaduto anche nel recente passato", commenta il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. A coordinare gli interventi sarà il dipartimento dello Sviluppo rurale, guidato da Mario Candore, in collaborazione con altri rami dell’amministrazione: l’Autorità di bacino - istituita da Palazzo d’Orleans dopo trent’anni di assenza - ha individuato i criteri di priorità da seguire; il Dipartimento regionale tecnico, attraverso gli uffici periferici del Genio civile, invece, ha segnalato i tratti dei corsi d’acqua critici che necessitavano di pulizia.

"Nella scelta dei lavori - spiegano dalla Presidenza della Regione - si è data la precedenza a fiumi e torrenti vicini ai centri abitati o ad attraversamenti stradali, ferroviari e infrastrutturali. Gli interventi di taglio della vegetazione infestante - che saranno eseguiti da operai forestali - riguarderanno anche le aree nei pressi delle vasche di dissipazione di alcune dighe, gli alvei immediatamente a valle delle stesse e le zone in corrispondenza delle stazioni idrometriche".

Proprio qualche giorno fa, il governo regionale ha stanziato altre risorse per il contrasto al dissesto idrogeologico, procedendo alla rimodulazione di circa novanta milioni di euro del “Patto per il Sud”. In questo caso, gli interventi riguardano la sistemazione idraulica di sessantaquattro corsi d’acqua e la messa in sicurezza, da eventuali fenomeni franosi, di una ventina di centri abitati.

Dissesto idrogeologico, dalla Regione in arrivo fondi per Ciminna e Casteldaccia

"La tutela del territorio - sottolinea il presidente Musumeci - è tra le priorità del mio governo. In poco più di un anno e mezzo abbiamo già messo in campo oltre trecento milioni di euro, utilizzando risorse regionali, nazionali ed europee. E altre ne arriveranno. Siamo consapevoli dell’estrema vulnerabilità idraulica della Sicilia, soprattutto in quelle zone nelle quali, nel corso degli anni, la cementificazione selvaggia ha prodotto processi in alcuni casi purtroppo irreversibili. L’incolumità pubblica e privata può essere salvaguardata solo attraverso una seria e continua attività di programmazione degli interventi di manutenzione. Ed è quello che stiamo facendo".
 

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