Fondi per il trasporto pubblico dal decreto Crescita, si apre uno spiraglio per l'Amat

Per gli assessori Armao e Falcone i tagli dovrebbero essere scongiurati, ma serve un doppio ok: prima a Roma e poi all'Ars con il collegato alla Finanziaria. In via Roccazzo si torna a sperare: con 7 milioni in meno l'azienda sarebbe costretta a fermare il tram

Si apre uno spiraglio per i fondi destinati al trasporto pubblico locale, che la Regione ha parzialmente congelato per effetto del mancato accordo con lo Stato sul ripiano del disavanzo. Il taglio da 48 milioni potrebbe essere scongiurato, grazie alle somme destinate alla Sicilia con il decreto Crescita. La norma, in discussione a Roma, dovrebbe sbloccare i fondi che in un secondo momento verrebbero inseriti nel collegato alla Finanziaria regionale, per poi essere erogati alle società di trasporto. E' questa la rassicurazione giunta dagli assessori regionali all’Economia, Gaetano Armao, ed ai Trasporti, Marco Falcone, durante la seduta della commissione Bilancio dell’Ars.

Regione congela fondi per trasporto pubblico: tram a rischio

Torna così a sperare l'Amat, che con il congelamento dei fondi dovrebbe rinunciare a 7 milioni (su 34) e sarebbe costretta dal primo luglio a fermare il tram, oltre che a ridurre del 30% le linee dei bus. Uno scenario che oggi sembra meno fosco dopo l'audizione in commissione, alla quale ha partecipato anche l'amminisrratore unico di Amat Michele Cimino. L'allarme era scattato con la nota "preventiva" dell'assessore Falcone, che annunciava la riduzione dei fondi previsti per il settore a partire da luglio per le note vicende riguardanti il disavanzo regionale, che oggi si apprende verrà dilazionato in dieci anni e non in trenta.

"Siamo fiduciosi - commentano i responsabili delle associazioni del trasporto pubblico Asstra ed Anav, Claudio Iozzi ed Antonio Graffagnini - per l'impegno di ripristinare lo stanziamento nella sua totalità, ovvero i 50 milioni mancanti al settore. Si tratta di rimediare al pesante taglio annunciato nei giorni scorsi". Il percorso però non appare immediato visto che il decreto Crescita dovrà essere approvato a Roma e poi sarà necessario un passaggio all’Ars per la distribuzione dei fondi con una norma nel collegato alla Finanziaria.

"Tuttavia - concludono Iozzi e Graffagnini - dato che queste risorse dipendono dall'approvazione del decreto crescita da parte del governo nazionale, auspichiamo che sia a Roma che a Palermo i tempi per l’approvazione dei provvedimenti siano rapidi, come annunciato da Falcone ed Armao, in modo da evitare battute d’arresto che significherebbero l’applicazione del taglio e la conseguente paralisi dei servizi".

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