Fiorai "fantasma", in città solo in 41 sono autorizzati: pochissimi vicino ai cimiteri

E' quanto emerge da una ricognizione fatta dalla commissione Urbanistica. Convocato l'assessore Piampiano per discutere di un nuovo regolamento. A febbraio i controlli dei vigili a Sant'Orsola avevano portato alla luce un abusivismo dilagante

Una rivendita di fiori a due passi dal cimitero di Sant'Orsola

Fiorai "fantasma", in città solo in 41 sono autorizzati. Sono numeri che lasciano quanto meno sorpresi quelli che escono da una ricognizione fatta dalla commissione consiliare Urbanistica. Nelle vicinanze dei cimiteri di Sant’Orsola e Santa Maria di Gesù non ne risultano, a dispetto dei chioschi presenti. Il trucco? Semplice: i venditori aprono le loro botteghe senza chiedere i permessi al Comune.

Sant'Orsola, fiorai abusivi per 40 anni

La commissione Urbanistica, su iniziativa del consigliere Giulio Tantillo, ha richiesto al Suap l'elenco dei chioschi autorizzati. Il risultato, dopo aver "interrogato" l'archivio informatizzato sulle attività ricadenti nel suolo pubblico, è stato il seguente: 31 rivendite, alle quali ne vanno aggiunte altre 10 vicino ai cimiteri. Ai Rotoli se ne contano otto, due ai Cappuccini. Gli altri chioschi di fiori sono sparsi in aree molto diverse tra di loro.

Pochi, troppo pochi. Tant'è che la commissione ha fatto subito partire una convocazione diretta all'assessore alla Attività produttive Leopolpo Piampiano e agli uffici competenti. Obiettivo: affrontare l'argomento e gettare le basi per un nuovo regolamento dei fiorai. Il caso dei fiorai fantasma è emerso dopo l'incendio appiccato lo scorso mese di febbraio ad una rivendita in via Parlavecchio, a due passi dal cimitero di Sant'Orsola. Successivi controlli della polizia municipale hanno portato alla luce un abusivismo dilagante da oltre 40 anni. 

A marzo, una delegazione di commercianti - riuniti sotto la sigla di Assofioristi - è stata ricevuta presso la commissione consiliare Attività produttive, per cercare di sanare la posizione dei fiorai "invisibili". Nelle scorse settimane, agli uffici del Comune sono giunte circa 25 richieste di regolarizzazione. 

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