"Stanno epurando i renziani uno a uno", l'ira dell'ormai ex segretario Pd Faraone

Davide Faraone, renziano doc, parla dopo l'annullamento della sua elezione a segretario regionale da parte della commissione nazionale di Garanzia: "In questa storia non c'è nulla che abbia a che fare con le regole"

Davide Faraone

"In questa storia non c'è nulla che abbia a che fare con le regole. Le correnti si sono prese la commissione di Garanzia del partito - che dovrebbe garantire tutti - e l'hanno utilizzata come strumento per una epurazione politica". A parlare è Davide Faraone, renziano doc, nel corso di una conferenza stampa convocata a per commentare la decisione della commissione nazionale di Garanzia del partito che ha annullato la sua elezione a segretario siciliano.

"Hanno perso le primarie  - prosegue - e si vendicano piegando le regole e cacciandomi. Mai un segretario era stato cacciato per le cose ridicole che vengono contestate in questi ricorsi".

 Bomba nel Pd, scoppia il caso Faraone: non è più il segretario regionale

Secondo Faraone la chiave del suo allontanamento è in un'intervista di Franceschini sull'ipotesi di accordo con il Movimento cinque stelle.  Accordo bollato da Faraone, per sua ammissione, con un "Vaffa...".

"Faraone dice no all'inciucio e quindi va cacciato. Credo che il Pd non possa fare ciò che ha proposto Franceschini -  continua il senatore dem -, ovvero fare un accordo con una forza politica che fino ad ora, riferendosi al caso Bibbiano, continua a dire che il Pd toglie i bambini alle famiglie, usando l'elettroshock, per poi venderseli. La sensazione che ho - rincara la dose -  è che stanno epurando a uno a uno tutti i renziani del Pd per dimostrare a Di Maio di avere le carte in regole per un accordo. Franceschini è un autore di tutto questo. E un'operazione cinica e pericolosa a cui mi opporrò fino a quando avrò la forza di farlo". Ma non solo: "Sono stato epurato - dice  perchè ho presentato la mozione di sfiducia a Salvini, sono salito sulla Sea Watch, ho portato avanti una serie di battaglie che dovrebbero essere del Pd e che invece mi hanno portato speso all'isolamento e al fastidio da parte di certa parte del gruppo dirigente che aveva bisogno di sbarazzarsi di Faraone per portare avanti alcune politiche". 

"Mi avevano offerto - attacca ancora - anche un incarico a Roma per farmi fare un passo indietro ma io ho una mia coerenza e non la cambio per una poltrona.

Faraone si dice pronto a dare battaglia: "Se qualcuno si aspetta che dopo questo provvedimento batta in ritirata si sbaglia. Lo scontro sulla segreteria non appassiona nessuno se non che i notabili. Non ci fermeremo, non passiamo la mano ma rilanciamo a partire dalla Leopolda sicula. Continuerò a fare politica a testa alta. La mia non è una ritirata, la mia è una battaglia politica annunciata con più determinazione rispetto al passato, naturalmente con strumenti nuovi".

Battaglia sì, ma nessuna nuova candidatura. Faraone esclude la possibilità di presentarsi a eventuali nuove primarie per l'elezione del segretario dei dem siciliani. "Non ho intenzione più di dedicare un solo minuto a un Pd, sopratutto in Sicilia, in cui la democrazia non esiste - spiega - Io le primarie le ho vinte, se l'avversario si ritira perché sa di perdere e poi vengo cacciato, credo sia gravissimo. Ripetere  un percorso di questo tipo per poi vedermi annullare di nuovo le primarie perché magari le vinco un'altra volta sarebbe un po' ridicolo e poco dignitoso".

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