Ex Provincia, allarme della Cisl: "Si rischia lo stop ai servizi e denunce a raffica"

Per il sindacato si deve superare il sistema del commissariamento delle ex Province che si protrae da più di tre anni

Mimmo Milazzo

“Basta giochetti” sugli enti di area vasta. È quanto la Cisl manda a dire a governo regionale e Ars. Per il sindacato guidato in Sicilia da Mimmo Milazzo, va superato il sistema del commissariamento delle ex Province che si protrae da più di tre anni anche perché “c’è il rischio che lo stop ai servizi istituzionali in tema di sicurezza scolastica, viabilità, servizi ai disabili, si traduca in una raffica di denunce all’autorità giudiziaria per omissione d'atti d’ufficio o interruzione di pubblico servizio”. Sarebbe un’impasse sull’impasse.

Per la Cisl, vanno garantiti i servizi alla comunità e “Regione e Ars – afferma Milazzo – devono sbrigarsi a fare la loro parte”. Il segretario fa appello al governatore Crocetta, che oggi avrebbe dovuto incontrare i sette commissari straordinari delle ex Province che stanno ancora al loro posto. Ma l’incontro è saltato. E all’Ars, dove il testo che emenda la legge regionale su Liberi consorzi e città metropolitane per far fronte all’impugnativa dell’ottobre scorso, del Consiglio dei ministri, non arriva ancora in aula.

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“Accelerino”, insiste la Cisl, ponendo l’accento sulla “sorte di 5.400 lavoratori a cui vanno aggiunti 700 precari e i dipendenti delle Partecipate”. Una via d’uscita che taglia definitivamente la testa al toro, per la Cisl c’è. “Passa – spiega Milazzo – per la ridefinizione dei rapporti finanziari Stato-Regione: una trattativa ormai imminente dopo l’approvazione della legge regionale di Stabilità, nell’ambito della quale – sottolinea il sindacato - bisogna tener presente anche il fabbisogno dei nuovi enti intermedi”.
 

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