Regionali, partiti a caccia di consensi: ed è scontro sul "voto utile"

Musumeci ha invitato gli elettori del centrosinistra a votare una coalizione di fatto di segno opposto in chiave anti M5S. La replica di Cancelleri: "Preoccupato perché sa di essere indietro". A sinistra scintille Micari-Fava

Partiti allo sprint finale in vista delle elezioni regionali. Più la data del 5 novembre si avvicina, più la contesa diventa aspra. Lo scontro nelle ultime ore si è spostato sul cosiddetto "voto utile", dibattito "condito" da attacchi più o meno personali tra gli aspiranti alla carica di governatore.

Il candidato di centrodestra Nello Musumeci, rivolgendosi agli elettori del centrosinistra li ha invitati, in chiave anti-M5S, a votare una coalizione di fatto di segno opposto. Pronta la replica del grillino Giancarlo Cancelleri: "Il suo invito fa ridere, è evidente che sia preoccupato perché sa di essere indietro".

Tra centrodestra e pentastellati lo scontro sembra destinato a non placarsi facilmente. "Se vinco - ha rincarato la dose Musumeci - questa sarà la mia ultima esperienza politica, dunque ho un solo obiettivo: migliorare questa terra e restituirla meglio di come la trovo. La politica non può fare contenti tutti, non mi farò tirare dalla giacca, soprattutto da quei politici impresentabili che dovevano essere esclusi dai partiti. I seguaci di Grillo sono fanatici, ignoranti, presuntuosi. Cancelleri mi invita a un confronto, ma lui non ha mai amministrato neanche un condominio quindi in cosa dovrei confrontarmi con lui? Dopo cinque anni di disamministrazione di questa Regione, non possiamo permetterci di consegnare la Sicilia nella mani di gente improvvisata. Non hanno ancora gestito nulla e già vari loro rappresentanti sono indagati". 

Azione-reazione. "Piazza per piazza a raccontare il nostro programma. Questa è la campagna elettorale che stiamo facendo. Gli altri, invece, hanno un'altra strategia: quella di insultare me e gli elettori del Movimento 5 Stelle - ha replicato Cancelleri su Fabebook -. Ora, io posso anche tollerare gli insulti verso di me, darmi del geometra, del cialtrone e del vampiro. Ma sentire dire che chi segue il movimento è fanatico, ignorante e presuntuoso non è accettabile. Oggi Musumeci lo ha fatto"

A sinistra le cose non vanno meglio. Il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina, in città per un incontro a supporto della candidatura di Fabrizio Micari, ha attaccato il "rivale" Claudio Fava invitando a non disperdere consensi.  "Se c'è una cosa insopportabile - ha detto - è quando la Sinistra ci fa la morale rispetto alle battaglie da compiere, per battere gli avversari che stanno a destra e nei Cinquestelle, e poi in realtà li aiutano, noi siamo qui per dire che in Sicilia questo non è possibile". 

Ancora più chiaro lo stesso Micari: "Un voto a Fava non solo è un voto inutile, perché non farà mai il presidente della Regione, ma è un voto regalato a Musumeci e ai Cinquestelle. Con questo gioco rischiano, ma non ci riusciranno lo stesso perché vinceremo, di regalare la Sicilia all'incompetenza dei grillini o ai comitati d'affari della destra. E lo stesso gioco di Bertinotti che ammazza Prodi e regala l'Italia a Berlusconi".

A difesa di Fava le parole di Bersani: “Informiamo questi del Pd che 2015, 2016, primavera 2017 il centrosinistra a guida Pd ha già perso dappertutto, quindi il problema è come si fa a riprendere quelle milionate di elettori che hanno già lasciato il centrosinistra a guida Pd e il Pd a guida renziana”. 

E intanto, tra un litigio e un appello al voto, scendono in campo anche i big. Sbarcheranno in Sicilia anche Beppe Grillo e Silvio Berlusconi. Tutti a caccia di consensi e di quella scheda in più che possa far portare a casa la vittoria. Un voto per la guida della Sicilia, per Palazzo d'Orleans, strizzando l'occhio alle elezioni nazionali.


 

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