Sicurezza, trasporti, lavoro, sviluppo, giovani: il programma di Salvo Alotta per le Regionali

Il candidato nella lista del Pd alle consultazioni del prossimo 5 novembre

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“Questi ultimi cinque anni ci hanno insegnato due cose: che servono politici nuovi che cambino profondamente la politica siciliana; che c’è bisogno di persone responsabili che siano pronte a mettersi in gioco, visto che il prossimo presidente non avrà una maggioranza. I sondaggi ci dicono chiaramente che nessuno dei candidati a presidente potrà contare su maggioranze larghe e compatte, credo che vincerà chi supererà il 30%, non esiste ballottaggio e i candidati forti sono almeno 3, inoltre: Cancelleri è alla giuda di un Movimento profondamente diviso, Musumeci ha messo dentro tutto e il contrario di tutto. La sinistra, purtroppo, si è spaccata a causa dei diktat bersaniani contro Renzi. Il risultato sarà un Parlamento frammentato, con un presidente costretto a cercare sui singoli punti una maggioranza: in pratica rischiamo un suk perpetuo, con deputati all’opposizione che mercanteggeranno. Veramente vogliamo questo? Io penso che i siciliani non lo vogliano e quindi chiedo loro di votare, indipendentemente dalle liste, politici regionali nuovi e persone disponibili, alla luce del sole, a mettersi insieme per raggiungere obiettivi imprescindibili. Io penso di avere queste caratteristiche e sono pronto a mettere la mia esperienza a servizio della nostra Regione”.

“La priorità è anzitutto il lavoro, la cui mancanza è la vera piaga della Sicilia. Per creare nuovi posti di lavoro, però, non esistono facili ricette o bacchette magiche ma servono più interventi. Anzitutto serve una condizione di partenza: dobbiamo dire addio a logiche assistenzialiste e clientelari, è finito il tempo delle mancette e delle promesse che servono solo a prendere in giro gli elettori inoltre il pubblico non può più pensare di assorbire indiscriminatamente. Il lavoro si crea se rendiamo la Sicilia appetibile per gli imprenditori, se convinciamo le aziende a investire e a creare una ricchezza duratura e stabile che non dipenda dal politico di turno. Per farlo dobbiamo rendere moderno ed efficiente il nostro sistema di trasporti, mettendo i cittadini in condizione di usarlo con facilità mediante, tra l'altro,  il biglietto unico; dobbiamo sfruttare al massimo l’immensa ricchezza monumentale, storica e culturale che abbiamo ereditato come il patrimonio Unesco; dobbiamo far rete tra la costa e le aree interne, immaginando sinergie che superino i campanilismi e che creino sviluppo; dobbiamo rendere la burocrazia un’alleata per le imprese; dobbiamo offrire ai giovani la possibilità di restare qui, di trovare o creare lavoro, di mettere a frutto ingegno e idee, di creare una famiglia e di comprare una casa. Senza dimenticare la tutela del territorio e il rispetto della legalità, che sono imprescindibili”.

“Il mio programma è ambizioso ma realizzabile, a patto che ci sia un Parlamento capace di farlo. Da vent’anni i siciliani si trovano a votare sempre le stesse persone, senza che i problemi siano stati risolti. A questo punto la strada è obbligata: serve un ricambio, servono giovani che sappiano essere in sintonia con le esigenze del territorio e dei cittadini. Dobbiamo cambiare pagina se vogliamo lasciare una Sicilia migliore ai nostri figli, non votando gli attuali parlamentari regionali che si ricandidano, serve un nuovo parlamento".
 

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