Regionali, Alotta gioca d'anticipo: "Mi candido all'Ars, siciliani meritano vero cambiamento"

L'ex consigliere comunale Pd, negli ultimi mesi con i "Coraggiosi", prova il salto al Parlamento regionale. Destra o sinistra? "Prima della lista vengono le idee". Crocetta? "Il suo governo è stato un fallimento". Grasso? "Sarebbe stato un eccezionale candidato"

Salvo Alotta

Mancano più di tre mesi alle prossime Regionali, ma in Sicilia le grandi manovre sono già iniziate da tempo. Dentro e fuori i partiti s'iniziano a fare i conti con liste, candidature e nomi per la presidenza, mentre i possibili futuri deputati scaldano i motori. Uno dei primi nomi su Palermo è quello di Salvo Alotta: impiegato di banca, a lungo consigliere comunale, esponente di spicco del Pd che negli ultimi mesi è però approdato tra le fila dei "Coraggiosi" di Fabrizio Ferrandelli, coordinandone la campagna elettorale. Un percorso che adesso culminerà con la candidatura all’Ars.

Alotta, ormai la sua candidatura è ufficiale?
"Sì, possiamo dire così. Ho fatto per tanti anni il consigliere comunale a Palermo impegnando tutte le mie forze con la passione per la politica che ho sempre sentito dentro,  da tempo amici e compagni mi chiedono di andare oltre, di portare le istanze del territorio all’Assemblea regionale. Una sfida difficile che questa volta ho deciso di accettare, anche grazie al sostegno di mia moglie Irene e di tanti amici che hanno condiviso con me il percorso e altrettanti conosciuti grazie lle ultime elezioni amministrative che sono entrati a far parte della mia vita in un tempo record".

Perché ha deciso di candidarsi adesso?
"Perché la Sicilia oggi vive un’emergenza drammatica: l’esperienza del governo Crocetta è stata fallimentare sotto tutti i punti di vista, i problemi di cinque anni fa sono rimasti irrisolti, se non sono addirittura aumentati, come nel caso delle Province e ancor più grave degli incendi. Un fallimento totale del quale anche il Pd è responsabile nonostante oggi molti esponenti parlano di voltare pagina. Per voltarla davvero, però servono persone capaci che abbiano esperienza amministrativa ma che possano dire, a testa alta, di non avere nulla a che fare con i disastri di questi ultimi cinque anni".

Si candiderà col Pd? Con Ferrandelli? A destra o a sinistra?
"Con Ferrandelli c’è un'amicizia antica che si è consolidata nel tempo e che, in occasione delle ultime Comunali di Palermo, si è trasformata anche in un’intesa politica forte. Fabrizio ha avuto la forza e il coraggio di rinunciare a una poltrona dorata in nome della coerenza e del rispetto dei siciliani onesti: quello che grillini e politicanti vari non hanno saputo fare. E’ nato il movimento dei Coraggiosi che oggi è diffuso in tutta la Sicilia e che continua a crescere: una capacità attrattiva basata sulle idee e non sulle clientele. I Coraggiosi hanno accolto chi aveva voglia di lavorare per il bene comune, non guardando alle appartenenze del passato ma alla visione del futuro, basando tutto sui programmi e sulle idee". 

Però non ci ha detto con chi si candida…
“Perché non è questo il punto su cui ci dobbiamo concentrarci in questo momento. Prima vengono le idee, i progetti e i programmi e poi, sulla base di quello che emergerà, capiremo chi può rappresentare al meglio la voglia di cambiamento che i siciliani sentono in cuor loro. I partiti si affannano sui nomi, ma non hanno capito che prima vengono le idee".

Ci faccia qualche esempio di idee, allora... 
"I siciliani oggi vivono una condizione drammatica: manca il lavoro, i giovani hanno difficoltà enormi per creare una famiglia o comprare una casa, c’è una grave emergenza sociale con sempre più persone che hanno bisogno di assistenza e aiuto, i disabili si sentono spesso abbandonati dalle istituzioni. Una situazione aggravata dalle carenze infrastrutturali, da un territorio che fa fatica a mettere a frutto le sue straordinarie potenzialità, da un turismo che non decolla come dovrebbe, da un patrimonio artistico e monumentale che spesso non è messo a sistema, da una burocrazia soffocante, da enti locali al collasso, da una Regione elefantiaca e incapace di prendere decisioni che non cambino dopo due minuti, da una legalità a intermittenza. Davanti a questo sfacelo, abbiamo sentito il dovere di assumerci la responsabilità di offrire ai siciliani una chance di cambiamento vero. Serve uno sviluppo economico solido che si basi sul turismo, su una nuova concezione di agricoltura, sulle rinnovabili e su un modello innovativo e all'avanguardia: un patto con forze sociali e datoriali che dia nuovo slancio".

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C'è un nome, tra quelli che circolano per la presidenza, che la convince più di altri?
"Piero Grasso sarebbe stato un eccezionale candidato, ma ha declinato e bisogna accettarne la decisione e le motivazioni che sono di alto livello. Però dobbiamo evitare gli errori del passato: prima le idee, poi i nomi".

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