Elezioni regionali il 5 novembre, Crocetta: "Vinco io, e ora migliaia di assunzioni"

Il governatore ha annunciato la data delle votazioni nel corso di una conferenza a Palazzo d'Orleans sulla nuova rete ospedaliera regionale: "Mi scocciava quel del 2 novembre - giorno dei morti - così vicino. Blocchiamo possibili superstizioni..."

Rosario Crocetta

"Le prossime elezioni? Vinco io". Così Rosario Crocetta risponde indirettamente a Vittorio Sgarbi che proprio ieri aveva comunicato la sua candidatura alle Regionali. Il presidente ha annunciato la data delle prossime elezioni: si terranno il 5 novembre. Crocetta ha parlato a Palazzo d'Orleans, durante la conferenza stampa per presentare la nuova rete ospedaliera, che in queste ore ha avuto l'ok del ministero della Salute. 

"Si poteva scegliere tra il 29 ottobre e il 5 novembre e ho scelto io questa data - ha aggiunto Crocetta - anche perché ci scocciava celebrare le regionali a ridosso della Commemorazione dei morti del 2 novembre, che in Sicilia ha un significato e una importanza particolare. Ho deciso io. Così - scherza - blocchiamo possibili superstizioni... Vincerò anche queste". Insieme a Crocetta anche l'assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, e il presidente della commissione Sanità dell'Ars, Pippo Digiacomo. Il governatore - prima di addentrarsi sulla questione sanità - ha parlato della situazione politica: "Voglio rispondere a coloro che negli ultimi giorni hanno dato vita a polemiche con un avvio anticipato della campagna elettorale - ha detto -. Trovo assurdo che qualcuno abbia deciso di avviare già adesso lo scontro politico".

Per Crocetta il bilancio è positivo. "Il Governo - spiega - ha raggiunto risultati importanti per la Sicilia. Abbiamo già impegnato il 10 per cento di tutto il finanziamento del Patto per la Sicilia. Entro quindici giorni siamo pronti a far partire le gare per circa 600 milioni di euro. Questo dimostra che le polemiche non influenzano l'azione del Governo". Spazio poi ai programmi sulla sanità: "Da oggi - ha annunciato - possono scattare migliaia di assunzioni. Il via libera alla rete ospedaliera siciliana è un risultato corale di governo, amministrazione e Ars che risponde a esigenze reali e di sistema". 

“Con la nuova Rete ospedaliera viene garantito il diritto alla salute a tutti i cittadini siciliani - ha detto l'assessore alla Salute Baldo Gucciardi - e grazie al nuovo piano tutti i cittadini, da chi ha l'ospedale dietro casa a chi abita sui Nebrodi o le Madonie, avranno pieno diritto al servizio sanitario grazie anche a un'attività di trasporti che deve seguire dei tempi da rispettare”. L'assessore ha sottolineato che si tratta di un progetto di innovazione senza precedenti. “Più posti letto e tutti gli ospedali resteranno attivi. L'unica modifica voluta dal ministero della Salute riguarda gli Ospedali riuniti di Villa Sofia-Cervello di Palermo che noi avevamo proposto come Hub di secondo livello. Ma – spiega Gucciardi – vista la distanza, non potevano essere considerati nel piano della nuova Rete come ospedali riuniti e avremmo, dunque, dovuto smantellare tanti reparti. Abbiamo così deciso di non toccare nulla e a Villa Sofia-Cervello resteranno in servizio tutte le eccellenze presenti”.

Così il presidente dell'Ordine dei medici della provincia di Palermo, Toti Amato: “La nuova rete ospedaliera siciliana, al di là delle modifiche da apportare con il contributo di tutti i soggetti coinvolti a vario titolo, compresi gli Ordini dei medici siciliani, rappresenta comunque un traguardo. Il via libera ministeriale, almeno in parte, è una prima risposta alla sottostima del personale medico necessario a migliorare gli standard dei servizi sanitari e all'occupazione, soprattutto per i giovani medici precari. Da oggi non ci sono più scusanti, è arrivato il momento di sbloccare i concorsi per le nuove assunzioni, così come previsto dalla Legge di stabilità 2016. Nell'attesa di un riallineamento – conclude il presidente Amato - di ciò che va ripensato della nuova rete, considerato il periodo di grande fermento politico, mi auguro che non si ripetano gli errori perpretati in passato da tutti quei governi che hanno utilizzato la sanità come 'cassa' per fini elettorali e di consenso, aprendo smaccatamente a interessi localistici e personali. Un'inguaribile condizione che ha da sempre compromesso la sanità regionale, portando al collasso servizi e occupazione”.

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