Costa, il candidato sindaco filosofo: "Sono Massimo, risolvo problemi"

Presentata questa mattina la candidatura per Palazzo delle Aquile. "Non rappresento un partito ma una coalizione moderata e riformista: mi hanno voluto Fini, Casini e Lombardo. Cascio? Un amico. Col Pdl mai avuto rapporti"

Massimo Costa

Filosofo, sportivo e vincente. Così si è definito Massimo Costa, che questa mattina ha ufficialmente presentato alla stampa la sua candidatura a sindaco di Palermo. “Non rappresento un partito ma una coalizione, moderata e riformista” ha detto nel corso della conferenza stampa (guarda il video), che si è tenuta al Politeama. “Non sono un politico – specifica – ma un amministratore, un problem solver: uno che trova una soluzione ai problemi. E Palermo ne ha talmente tanti che sarebbe pure superfluo elencarli tutti. E quello che ho fatto finora nella mia vita – sottolinea -  l’ho sempre fatto soltanto grazie a me stesso. E basta. Sono un uomo libero che non ha mai chiesto niente a nessuno”. 

Un Costa determinato, molto deciso, che prima di parlare del suo progetto e del programma elettorale, ha voluto raccontare la propria storia e chi fosse, con tanto di quartieri e indirizzi dove ha vissuto: dalla zona del Tribunale a Borgo Nuovo, da Santa Maria di Gesù a Passo di Rigano, quartieri “dove c’è la vita vera”. “Bisogna spiegare cosa c’è dietro per poter andare avanti”. Per poi elencare tutti i suoi successi, dagli studi – laureato in giurisprudenza a 22 anni con il massimo dei voti, numerosi master e specializzazioni, anche all’estero, e l’abilitazione alla professione di avvocato – al mondo dello sport, diventando presidente di innumerevoli federazioni sportive, oltre che il più giovane presidente regionale del Coni della storia. E anche appassionato di filosofia: “Sono sempre concentrato sul presente – ha detto – e non ho paura del domani, perché il futuro è il mio presente del domani. Sono un filosofo, combattente e sognatore”.  

“A gennaio ho incontrato a Roma Fini e Casini – spiega – e mi hanno detto che a Palermo servivano un nuovo progetto e una nuova classe dirigente. Un manager che conoscesse la pubblica amministrazione, amato sia dalla destra che dalla sinistra, libero di scegliere la propria squadra in base alle competenze”. E come i leader di Fli e Udc, anche il governatore Lombardo la pensava allo stesso modo: “ L’ho incontrato e mi ha incoraggiato. Mi ha detto che sarei stato libero di costruire un progetto al di sopra dei partiti e che avrei avuto il sostegno del governo regionale”. Sulle alleanze politiche "decideranno i partiti nazionali. Sono e resterò un candidato civico che non ha preclusioni per nessuno". Parlando del suo rapporto con Francesco Cascio, presidente dell'Assemblea regionale, spiega: "L'ho conosciuto quasi per caso nel 2001, al Palasport. Con lui c'è un bellissimo rapporto di amiciza pura, ma non politica".

Costa, accettando la candidatura, ha intrapreso una strada non facile: “Sono pronto a mettermi in gioco – ha detto – e a rinunciare a tutto quello che ho costruito finora. Voglio prendere in mano il destino di questa città: sarà Palermo il mio più grande successo”. Per poi concludere: “La mia mission sarà prevenire, prevedere e provvedere. Il 21 marzo presenterò ufficialmente il mio programma, una data simbolica per inaugurare una nuova primavera palermitana”.

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