Verso le elezioni, Riccardo Nuti "Un modo diverso di fare politica"

Intervista di PalermoToday al candidato sindaco del Movimento 5 Stelle. "Non siamo nè di destra nè di sinistra ma coinvolgiamo i cittadini in prima persona. Beppe Grillo? Ci fa pubblicità"

Riccardo Nuti

Trent'anni, consulente aziendale nel settore delle telecomunicazioni e un rifiuto verso il tradizionale modo di intendere la politica. Un cittadino prima ancora che un politico. Riccardo Nuti, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, alle prossime elezioni sarà il rappresentante di un modo diverso di interpretare la politica, "non chiedendo deleghe ma coinvolgendo in prima persona i cittadini". E per questo motivo parla spesso al plurale, incarnando in pieno il ruolo di "portavoce" che gli è stato conferito all'interno del Movimento.

Iniziamo con le presentazioni. Chi è Riccardo Nuti?
"Sono uno degli attivisti del Movimento 5 stelle di Palermo. Ho iniziato già nel 2007 ad avvicinarmi a questa realtà, stanco della non-politica. Ad ottobre sono stato scelto per essere il portavoce del movimento: abbiamo un concetto differente rispetto a quello di candidato sindaco tradizionale. Io sono uno dei tanti che porta avanti le nostre iniziative e il nostro modo di vedere la politica. Ma siccome dal punto di vista legale serve una figura che faccia il candidato sindaco, si sceglie qualcuno che, attivo da più tempo, possa conoscere e comunicare meglio il modo di intendere il movimento. E' un aspetto diverso rispetto al tradizionale concetto di intendere la politica".

Quali differenze ci sono tra il vostro Movimento e i partiti tradizionali?
"Ci differenziamo dal resto dei partiti per il nostro modo di agire. Lo svantaggio è che le persone hanno l'abitudine ormai radicata da decenni di delegare, noi coinvolgiamo la gente chiedendo di attivarsi in prima persona dare il proprio contributo. Ma i cittadini non sono abituati a questo. Il nostro modo di intendere la politica non è basato sui partiti ma sulla partecipazione dei cittadini".

Negli ultimi tempi si sentono spesso richiami alla società civile…
"Ormai tutti parlano di società civile. Per esempio alle primarie del centrosinistra c'erano quattro candidati ma nessuno ha usato il simbolo di un partito. Un modo per svincolarsi dalla parola partito, anche visto un recente sondaggio secondo cui solo il 4% dei cittadini ha fiducia in loro. La differenza tra la società civile e quella finta sono i fatti. Prima di proporre cambiamenti stiamo provando a testarli su noi stessi".

Ma volendo essere pignoli, in un contesto politico, come vi collocate?
"Non siamo né di destra né di sinistra, come del resto le buone idee. Noi siamo avanti. Il fatto di essere puliti politicamente e avere delle iniziative e proposte in tal senso, come quella di legare il gettone al Consiglio comunale a un minimo di presenze, non è una norma di destra o di sinistra ma soltanto una regola comportamentale di rispetto. La raccolta differenziata 'rifiuti zero', per esempio, la fanno sia a destra che a sinistra. Alla gente interessano i fatti, non la connotazione politica. Le buone idee non hanno un colore politico".

E Beppe Grillo? Qual è il suo ruolo all'interno del vostro Movimento?
"Da quando ci siamo candidati non abbiamo mai sentito Beppe. Abbiamo parlato con lui nel giugno scorso, durante una manifestazione in piazza Massimo, dove ha fatto un intervento tramite Skype. Il concetto è che Beppe Grillo ci fa pubblicità. Punto. Altrimenti rischieremmo di fare la fine di qualche gruppo di cittadini autonomi che si è candidato ma non ha avuto la visibilità necessaria. Sicuramente Grillo sarà con noi per il convegno finale, al termine della campagna elettorale".

Parliamo del programma. Su cosa si sviluppa?
"Sul nostro sito (www.ilgrillodipalermo.it, ndr) abbiamo già pubblicato cinque macroaree su cui stiamo lavorando: dal rapporto tra i cittadini e il Comune alla mobilità, dalle nuove tecnologie e lo sviluppo alla cultura. E poi stiamo provando a lanciare un sistema innovativo: si tratta della strategia 'rifuti zero'. Prevede non solo la raccolta differenziata ma mira a ridurre all'origine i rifiuti. Anche con l'intervento dell'amministrazione pubblica - visti i consumi fisiologici - per fare una raccolta 'porta a porta' seria, dove viene riciclato praticamente tutto il possibile, grazie anche ad accordi per eliminare a monte i prodotti non riciclabili, come le confezioni di polistirolo. E come già avviene in alcune grandi città, come San Francisco, che entro il 2020 ha l'obiettivo di non avere alcun rifiuto indifferenziato. Da sottolineare che non si tratta di una cosa fattibile in un anno, ma va sviluppata progressivamente. Ma se non si inizia…" .

Quali obiettivi vi ponete alle prossime amministrative?
"Contiamo di superare il 5% ma abbiamo una forbice molto ampia, anche considerata l'incertezza e la tendenza ad allontanarsi dalla politica. A livello regionale poco tempo fa è uscito un sondaggio che dava il Movimento al 4%, ma nelle città e soprattutto nei capoluoghi di provincia contiamo, ipoteticamente, di avere maggiori consensi".

Lei è candidato a sindaco, ma non vive di politica, giusto?
"Tutti noi siamo lavoratori. Nel senso che ogni giorno, prima di discutere di politica, ciascun componente del movimento si reca sul proprio posto di lavoro. Io per esempio sono un consulente per un'azienda di telecomunicazioni, dalle 9 alle 18".

Un'ultima domanda: in caso di elezione, quale sarebbe il Suo primo intervento?
"Avvierei immediatamente l'iter per modificare lo statuto comunale, su cui stiamo lavorando. E poi la riduzioni dei costi dell'intero apparato di Palazzo delle Aquile".

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