Orlando V, il sindaco pigliatutto: "Mafia bocciata, non abbiamo più alibi"

Premio di maggioranza in Consiglio ed en plein di presidenti di circoscrizione: il Professore - che ha confessato di non dormire da sabato - brinda a Sala delle Lapidi. "Cuffaro? Il mondo è cambiato". Stoccate a Ferrandelli e promesse: "Residenza ad abusivi, nuovi dormitori, tram e 100 chilometri di piste ciclabili"

Leoluca Orlando in conferenza

Premio di maggioranza in Consiglio comunale (24 seggi su 40) ed en plein di presidenti di circoscrizione (otto su otto). Leoluca Orlando entra a Sala delle Lapidi, assieme al fedelissimo Fabio Giambrone, facendo il segno della vittoria e parla subito di "successo senza precedenti nella storia di questa città". E' questo il patrimonio che l'amministrazione del sindaco riconfermato per il suo quinto mandato porterà in dote nei prossimi cinque anni. 

Una grossa responsabilità. Tanto che Orlando lo dice senza giri di parole: "Non abbiamo alibi, non possiamo deludere i palermitani. Da noi dipende una città migliore". Il che significa più servizi, nel solco però di quei principi irrinunciabili come "la gestione pubblica di acqua e rifiuti". E' quanto assicura Orlando, che illustra i primi impegni della vecchia-nuova amministrazione comunale: "Incrementeremo le linee del tram e le zone pedonali. Altro obiettivo è arrivare a 100 chilometri di piste ciclabili, adesso siamo a 39 chilometri. Sulla mobilità non si torna indietro".

Primi impegni: "Tram, isole pedonali e piste ciclabili" | VIDEO

Altra promessa riguarda il decentramento: "E' una questione che va affrontata a inizio mandato e non fra cinque anni. I presidenti di circoscrizione non possono continuare ad essere dei parafulmini incapaci di dare risposte ai cittadini. Il consenso non basta, servono reali poteri". Il nodo al fazzoletto, per dirla alla "Striscia La Notizia", è già fatto. Tocca poi al sociale: Orlando annuncia tre nuovi dormitori, un progetto di autorecupero, ma soprattutto un piano per regolarizzazione gli occupanti abusivi delle case popolari. "Anziché rivolgersi a personaggi dalle 'spalle ingessate' devono poter ottenere quel diritto ad essere residenti, che per una pastoia burocratica non hanno potuto avere". 

Orlando confessa di non dormire da sabato e di "avere una lucidità prossima allo zero". La stanchezza però non smorza la verve mantenuta durante tutta la campagna elettorale. E l'obiettivo si sposta subito sui competitor che ha battuto alle urne: "C'è un evidente imbarazzo del M5S e dei partiti chiusi negli apparati. Questa elezione ha contribuito a fare chiarezza: i cittadini hanno detto 'no, grazie' alla mafia a Palazzo delle Aquile. La cultura mafiosa se sperava di avere una chanche è stata sonoramente bocciata". Quindi il botta e risposta con Ferrandelli: "La legge elettorale ci ha favorito? Noi applichiamo le norme che ci sono. Siamo rappresentanti di una realtà, chi parla invece non rappresenta una realtà". Non poteva mancare la stoccata a Cuffaro: "Il mancato ottenimento del 5% delle liste cuffariane è la conferma che il mondo è cambiato. Gli elettori hanno premiato l'esperienza di civismo politico, alternativa al ribellismo e alle logiche soffocanti degli schemi di partito".

Segue apprezzamento al Consiglio comunale, nell'auspicio che anche il prossimo possa operare "al di là delle collocazioni di maggioranza e minoranza", e ai partiti della coalizione - Pd in testa - che hanno rinunciato ai simboli. Uno schema che potrà essere riproposto ai prossimi appuntamenti elettorali? "Sia alle Regionali che alle Politiche" risponde il Professore, secondo cui il prossimo candidato alla presidenza della Regione "dovrà avere la forza di dire che il suo partito si chiama Sicilia".

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