Elezioni, Romano: "Orlando e il metodo Crocetta rivisto e corretto"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"A Palermo vince l'evoluzione del metodo Crocetta. Cinque anni fa Leoluca Orlando Cascio porto' in consiglio comunale un esercito di sconosciuti, e vinse grazie alla legge voluta da Antonello Cracolici e dal Pd, nella maggioranza bislacca 'a geometrie variabili' che aveva dato l'inizio all'implosione del centrodestra. Quella legge era nata per mettere in difficoltà i candidati che si giovavano del voto di trascinamento e premiavano i candidati più conosciuti e più apprezzati". Lo dice il parlamentare nazionale Saverio Romano.

"A Palermo - dice Romano - non fecero i conti con Orlando Cascio che, dopo aver sostenuto la Borsellino alle primarie, decise di candidarsi comunque contro chi le primarie del Pd le aveva vinte. Qualche mese dopo veniva eletto alla Regione Rosario Crocetta, che trovatosi senza maggioranza all'Ars se ne costruì una nuova di zecca dopo solo alcune settimane. Emblematico il passaggio di alcuni deputati regionali eletti nella lista di Musumeci e transitati da Crocetta ancor prima del suo insediamento. Il mandato di Crocetta è sempre stato accompagnato da violente critiche da parte dei puristi dell'appartenenza e tra coloro che hanno accusato Crocetta di riciclaggio di deputati ha sempre fatto la sua parte Orlando Cascio. Ora, cambiata la legge che ha reintrodotto il trascinamento consigliere-sindaco, Orlando Cascio si è trovato davanti a un bivio: riproporre chi gli aveva garantito la maggioranza in consiglio comunale con evidenti difficoltà ad utilizzare il trascinamento in suo favore, oppure, fare quel che ha fatto: alleare a se' tutto ed il suo contrario, sulla base del giuramento al monarca di Palermo, riuscendo persino a ridicolizzare i partiti che lo hanno sostenuto, imponendo loro non solo l'abiura verso il lavoro di opposizione fatto nei cinque anni trascorsi ma persino la plastica facciale. Ma per la legge del contrappasso, finite le elezioni restano i consiglieri ed i loro partiti. Non credo che il Pd rinuncerà a chiamarsi tale in Consiglio comunale, e il nascondimento plaudito da Orlando Cascio la sera dello spoglio si svelerà essere solo l'imbroglio con il quale il Pd, che non aveva il candidato Sindaco, ha preso l'unico treno disponibile per palazzo delle Aquile pagando un prezzo che si potrebbe rivelare altissimo. Dovrà contenere il superego di chi intende dire la sua alle elezioni regionali e politiche e Orlando Cascio non sarà un bel cliente per Renzi e compagni. Dall'altro lato però Il Sindaco dovrà snaturare il suo profilo, dovrà mettere da parte gli interventi di clientela di massa, ( legge 24, cooperative,pip e ferraglia dei tempi passati) e convertire la macchina comunale alle fameliche richieste individuali o di partito che gli hanno permesso la rielezione. Certo, tra ciò che è stato il governo Crocetta e quello che si prepara ad essere l'Orlando Cascio V non cambierà molto, ma va dato atto che nessuno si è venduto dopo: il patto in questo caso è stato fatto prima; in questo la differenza tra il professore ed il perito industriale Crocetta ha portato ad una sua evoluzione un sistema collaudato, che trova nella condivisione del potere l'unico vero collante".

I più letti
Torna su
PalermoToday è in caricamento