Lomonte, il sindaco indipendentista: "Palermitani svegliatevi, cambiamo insieme la storia"

L'architetto - candidato alla poltrona di primo cittadino - racconta il suo progetto in una lunga intervista a PalermoToday: "Orlando spento, Giunta arrogante. Puntiamo al recupero del centro storico rilanciando l'artigianato. Il tram? Operazione di facciata, oggi serve l'1% della popolazione"

Ciro Lomonte - foto PalermoToday

Al via oggi su PalermoToday una serie di interviste ai candidati sindaco per le prossime elezioni comunali dell'11 giugno. Si inizia con l'aspirante primo cittadino Ciro Lomonte, del movimento Siciliani Liberi.

Prova a far leva sull'orgoglio dei palermitani, rivendicando il ruolo di "capitale dello Stato siciliano" e la necessità di riscoprire "l'identità perduta con l'Unità d'Italia". Ciro Lomonte, architetto-indipendentista, propone una "cura radicale" per risolvere i problemi di Palermo. Il candidato sindaco del movimento Siciliani Liberi (nato da una costola di Sicilia Nazione) - che rivela di essere stato corteggiato da più di uno schieramento avversario ("mi hanno proposto anche un assessorato") - è pronto a "ridisegnare la città". Intanto lavora per presentare una lista "che superi lo sbarramento" e contribuisca ad archiviare la stagione orlandiana. Anche se, ammette, "nel 2012 ho votato il Professore come sindaco e il Movimento Cinque Stelle al Consiglio comunale. Entrambi sono stati una delusione cocente, soprattutto i grillini". 

L'INTERVISTA A LOMONTE: IL VIDEO

Perché una candidatura sotto le insegne dell'indipendentismo?
"Finora l'Italia ha trattato la Sicilia e i palermitani come dei sudditi. E' arrivato il momento di dire basta. Essere indipendetista oggi significa spingerci oltre le rivendicazioni sull'attuazione dello Statuto speciale. Significa riscoprire le nostre ricchezze e la nostra personalità. Anche Palermo è stata vittima di una sorta di 'Esperimento di Stanford' teso a farci credere di essere dei criminali, degli incapaci, di non saper fare impresa. Un complesso d'inferiorità che ci dobbiamo scrollare di dosso".

Eppure negli ultimi 156 anni di storia - eccetto qualche scatto d'orgoglio, come la rivolta del sette e mezzo - i palermitani sono stati affetti da rassegnazione e apatia...
"La storia può aiutare a farci riscoprire chi siamo. I palermitani conoscono poco la storia della propria città, tanti non la conoscono affatto. Sto organizzando dei tour di Palermo affinché la gente si possa appropriare di un'identità perduta. Non si tratta di romanticismo, ma di una necessità". 

Cosa lasciano i cinque anni di sindacatura Orlando? Qual è stata la cosa migliore e quale la peggiore fatta dall'amministrazione uscente?
"Ammiro molto Leoluca Orlando, lo seguo sin da quando ero studente universitario e lui cominciava a fare politica. Conosce Palermo come pochi, ma affronta i problemi in modo ideologico e strumentale. Questa sua amministrazione è stata deludente: ho visto un Orlando spento rispetto a quello che conoscevo e una Giunta, nel suo complesso, arrogante. Non trovo niente di entusiasmante. Si sono fatti tanti provvedimenti di facciata, ma privi di sostanza. Prendiamo ad esempio la pedonalizzazione di corso Vittorio Emanuele, senza le iniziative dell'associazione Cassaro Alto questa importante arteria sarebbe rimasta deserta. Il centro storico è stato salvato nella sua forma ma non si è tenuto conto della vita dei cittadini, tant'è che sono esplose le contraddizioni della movida. Noi Siciliani Liberi puntiamo ad un recupero del centro storico legato al rilancio delle attività commerciali e artigianali tradizionali. La Ztl? Solo una tassa. Vogliamo parlare del percorso arabo-normanno, che per me sarebbe meglio chiamare siculo-normanno? Bellissimo! Ma com'è possibile che i bus della linea 389, che collega piazza Indipendenza a Monreale, abbiano una frequenza di un'ora e mezza?".

Mobilità, periferie, rifiuti: quali sono le priorità per Palermo?
"Occorre una premessa: Palermo ha una città storica tra le più belle d'Europa e una città moderna tra le più brutte. Prendo in prestito questa affermazione di un mio amico austriaco per dire che bisogna partire dalla rigenerazione urbana. Qualcuno ha fatto dell'ironia quando ho dichiarato che i nostri condomini sono a rischio crolli. Finora siamo stati fortunati, ma serve una seria opera di prevenzione. Se non s'interviene sull'edilizia e sull'urbanistica non si riuscirà a risolvere nemmeno il problema della mobilità. La città va ridisegnata. I soldi pubblici non mancano: cominciamo dalle periferie, per poi passare alle zone residenziali e al centro storico. Dobbiamo trasformare i quartieri in piccole città, dove tutti i servizi siano raggiungibili a piedi nell'arco di 10 minuti. Inoltre: come si fa a dire ai palermitani di rinuciare all'auto privata se l'Amat ha meno di 200 bus? Ne servirebbero almeno 600. Il tram oggi serve l'1% della popolazione. Eccetto la linea 1, i congogli delle altre linee viaggiano vuoti. Sui rifiuti bisogna estendere il 'porta a porta' in tutti i quartieri e favorire l'aumento della raccolta differenziata concedendo ai cittadini sgravi o incentivi".

I suoi competitor sostengono che l'amministrazione Orlando abbia inciso negativamente sul bilancio del Comune, tirando in ballo il ricorso all'anticipazione di cassa. Conosce la situazione dei conti dell'ente?
"Purtroppo no. Il bilancio del Comune è un mistero. Sui documenti contabili c'è stata poca trasparenza e tanta propaganda. Il sindaco è stato finora bravo a camuffare eventuali falle. Tuttavia va fatto un discorso a monte: le risorse che lo Stato italiano sottrae agli enti locali, mettono a rischio i bilanci dei Comuni, non solo quello di Palermo".

Se non dovesse vincere al primo turno, chi sosterrebbe al ballottaggio?
"Noi proveremo ad arrivare al ballottaggio, chissà... Se non ci dovessimo riuscire, non appoggeremo nessuno. Abbiamo già rifiutato le avances di molti schieramenti. Noi con Salvini, nella persona dell'onorevole Pagano, mi ha fatto una corte asfissiante. Idem Fratelli d'Italia. Per loro La Vardera è stato un ripiego. Anche i Comitati civici mi hanno cercato. C'è anche chi mi ha proposto un assessorato, ma non sono interessato alle poltrone. Stiamo lavorando sulla lista (lo stesso Lomonte sarà capolista, ndr), sappiamo che non sarà facile avendone una sola. Vogliamo comunque provare a cambiare la città".

Lei non ha fatto mistero della sua appartenenza all'Opus Dei, non sarà mica il candidato dei poteri forti?
"Una delle cose che ho imparato nell'Opus Dei è la mentalità laicale. Le scelte vanno fatte in coscienza sulla base della competenza e mai dell'appartenenza. La Sicilia è stata martoriata dal clericalismo della Dc in funzione anti-comunista e prim'ancora dal clericalismo, dall'esoterismo e dal lobbismo massonico che hanno voluto l'Unità d'Italia. Io e i Siciliani Liberi, più modestamente, riteniamo che sia arrivato il momento di dare spazio alla politica vera. Bisogna archiviare la stagione dei partiti: basta con le consorterie interessate alle alchimie e portatrici di interessi romani, dobbiamo ritornare alla politica intesa come interesse per la polis".

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Commenti (6)

  • Sorprendentemente in questa intervista lomonte dice alcune cose ragionevoli, ma pensare che la soluzione ai problemi siciliani sia l'indipendenza é pura follia: certo, l'unita di Italia fu il risultato di un processo di annessione di varie realtà sovrane pre_esistenti al regno sardo piemontese, ma di questa annessione non ha "sofferto" solo la Sicilia e il sud, e cmq simili vicende hanno preceduto la nascita di tantissime realtà nazionali...mica é una eccezione italiana..incolpare dei problemi siciliani o del sud le vicende storico/politiche che generarono l'unità è malafede ideologica...ed é curioso che il sig.lomonte accusi Orlando di affrontare i problemi "ideologicamente", quando fa la stessa cosa.egualmente, dire che lo Stato ha sfruttato la Sicilia é un assurdità: al contrario, l'isola ha sempre avuto troppo, più di quanto si meritasse (basti pensare alle risorse provenienti dal meccanismo della perequazione, fintanto che non sono cambiati i criteri alla base della loro concessione)...il problema di fondo della Sicilia é l'inciviltà della grande maggioranza dei suoi abitanti, una inciviltà che assume tantissime sfumature: in pratica l'ARS, i vari governi zeppi di personaggi intellettualmente e (spesso) moralmente inqualificabili, la classe politica e la burocrazia più vergognosa e inefficiente dell'intero mondo occidentale sono la proiezione di questa inciviltà. L'indipendenza condannerebbe la Sicilia al fallimento nel giro di pochi anni. La soluzione ai tanti problemi dell'isola é esattamente opposta: via l'autonomia, commissariamento. A parte questo, dare il voto a un membro dell'opus dei non dovrebbe allettare nessuno. Insomma, Lomonte é il classico soggetto che ha un senso critico di gran lunga superiore alla propria intelligenza: personaggi pericolosissimi, quando si buttano in politica.

  • Troppo superficiale, spento, disinteressato. Ma quale indipendenza! Lo Statuto Speciale è già una bella rovina...

    • Avatar anonimo di Marco
      Marco

      Vincent conosci lo Statuto onorarlo per sentito dire? Mi dici quali punti del nostro Statuto sono stati la nostra rovina? Citati gli articoli. La rovina é la diffusa ignoranza sul tema. Lo Statuto é stato inapplicato. La Catalogna da zona più povera della Spagna é diventata la più ricca copiando e applicando il nostro Statuto. Molti Siciliani non conoscono I diritti e I benefici che ne sarebbero derivati dalla ' applicazione dello Statuto (legge costituzionale) . I rappresentanti dei partiti Nazionali hanno barattato I benefici personali e quello delle loro clientele con l'impegno di rendere lo Statuto lettera morta. In altre Religioni l'autonomia ha funzionato meglio per I cittadini, perché a difesa vi erano e vi sono partiti locali a difenderla

      • Se lo Statuto non fosse stato applicato, oggi non esisterebbe l'A.R.S. In Sicilia, con la scusa dello Statuto Speciale, si è solo amplificato il grado di arretratezza.

      • Bisognerebbe organizzare un seminario per rispondere alla sua domanda. Ma mi spieghi: quale sarebbero le ragioni storiche, politiche, culturali, etnologiche o... non so, mi dica lei.. che giustificano storicamente, e - soprattutto- che giustificano OGGI la straordinaria autonomia di cui gode la Sicilia? Cosa abbiamo di particolare per "meritarci" questa autonomia?

  • Sembra serio... da seguire...

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