Elezioni, dal politico all'operaio: ecco i "volti" di Sinistra Comune

Resi noti i nomi di chi ha dato disponibilità a candidarsi. L'ultima parola sulla lista all'assemblea. Orlando: "Palermo unica città d'Italia dove i beni comuni sono pubblici". Casarini sull'appoggio del Pd: "L'imbarazzo è di chi sceglie sempre un vestito nuovo"

Foto Daniele Ditta

Ci sono esponenti politici e operai-sindacalisti. Rappresentanti del mondo della scuola e delle professioni. Lavoratori in prima linea nelle grandi vertenze e consiglieri di circoscrizione uscenti. Sarà un mix variegato di personalità a comporre la lista di Sinistra Comune: oggi all'istituto Gramsci - presso i Cantieri culturali della Zisa - sono stati resi noti alcuni dei nomi di chi ha presentato la disponibilità alla candidatura.

L'ultima parola sulla lista verrà pronunciata verosimilmente domenica prossima dall'assemblea di Sinistra Comune, soggetto politico nato dalla sinergia tra Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, più una galassia di movimenti e associazioni. Un progetto civico orientato a sinistra (che richiama anche nel simbolo l'orientamento politico), che sosterrà la ricandidatura a sindaco di Leoluca Orlando. Lo sbarramento al 5% non preoccupa Sinistra Comune che - rispetto al 2012, quando Sel e Prc correvano con due candidati diversi - ha unito la gauche palermitana con l'obiettivo di incrementare il consenso.

Tra i candidati "blindati" ci sono due assessori della Giunta Orlando, ovvero Giusto Catania e Barbara Evola. Una pattuglia di consiglieri di circoscrizione: Eddy Governale (Ottava), Luca Reina (Quarta), Davide Farbo e Marcello Susinno (Sesta). E ancora: Francesco Mazzola, medico e consigliere comunale in carica di Mov139; Ermanno Giacalone, che vanta anche lui esperienze a Sala delle Lapidi in precedenti consiliature. Sinistra Comune "pesca" soprattutto nella società civile: tra i probabili candidati figurano Santi Castelli, Rsu Fiom-Cgil ai Cantieri Navali; Loredana Ilardi, lavoratorice di Almaviva che ha guidato una delle vertenze più "calde" in città; Fausto Melluso, dirigente dell'Arci; Maria Guagliardito, della rete contro la "Buona Scuola", Mariangela Di Gangi, volontaria impegnata nel sociale e storica collaboratrice di Rita Borsellino; Antonella Leto, del forum siciliano per l'acqua pubblica. Ad essere rappresentati saranno anche i migranti con Delfina Nunes, presidente della Consulta delle Cultura. 

La lista provvisoria dei candidati di Sinistra Comune

Ed eccoci ai contenuti, che Sinistra Comune intende portare avanti nel solco dell'esperienza fatta dall'amministrazione Orlando: casa, lavoro, diritti, beni comuni ed ecologia. A sciorinarli sono i 4 portavoce dell'assemblea: Luigi Carollo, Alessandra Sciurba, Tommaso Mazzara e Bijou Nazirirane (quest'ultima oggi assente). "Abbiamo pensato di installare nei 70mila metri quadri dei tetti dello Zen tanti impianti fotovoltaici - dice Sciurba, ricercatrice all'Università - in modo tale che, anziché pagare l'energia, anche i cittadini più poveri possano venderla. Quel ghetto che è il campo rom va chiuso: non con gli sgomberi, ma dando diritti e case ai nomadi. Sui servizi pubblici siamo convinti che debbano costare di meno, funzionare di più ed essere anche più sostenibili".

"Nessun garante ci detta la linea politica dall'alto". Così Carollo, tra i fondatori del Palermo Pride, che aggiunge: "Sinistra Comune è un'assemblea cittadina permamente. Uno spazio di partecipazione comune che ha elaborato un programma per il candidato sindaco. La lotta contro le discriminazioni, il fascismo e il sessismo sono valori condivisi da Orlando. Rivendichiamo l'esperienza della sinistra per arginare una destra che ha massacrato Palermo e che si è nascosta dietro un altro candidato sindaco". Il riferimento è a Fabrizio Ferrandelli. Che nessuno nomina mai, nemmeno il sindaco Orlando quando afferma che "bisogna mettere in sicurezza l'esperienza amministrativa degli ultimi cinque anni. Se il cambio culturale che c'è stato viene inteso come conveniente, allora la campagna elettorale sarà una passeggiata; siccome non ne sono tanto sicuro, attrezziamoci per la scalata".

Una scalata che parte, aggiunge Orlando, "dal rispetto della diversità e dei diritti. Questa città ha nella sua storia l'accoglienza e non l'integralismo, sia esso dell'Isis o della mafia. Dobbiamo dire anche grazie ai migranti se Palermo è passata dall'essere la capitale della mafia a capitale della cultura. La mafia c'è ancora, ma non governa la città". Una discontinuità con quello che il primo cittadino definisce il "modello cianciminiano". "Palermo è l'unica realtà d'Italia dove non ci sono appalti privati nel settore dell'acqua e dei rifiuti". Parole che toccano le corde di uno dei temi cari alla sinistra: i beni comuni. "Orlando - afferma Luca Casarini, storico leader dei no global - è stato sempre un'anomalia ed è un politico che mette assieme tante utopie, con una visione ben precisa e capacità di amministrare".

Sull'appoggio del Pd ad Orlando, probabilmente sotto mentite spoglie (ovvero senza simbolo), Casarini respinge ogni imbarazzo: "Il problema - conclude - se lo deve porre chi vive nell'ipocrisia. Qui le cose sono due: o questa amministrazione ha fatto talmente bene al punto di rovesciare il convincimento di alcune forze politiche oppure c'è chi sceglie un vestito nuovo a seconda della convenienza".

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