Urne amare, da Federico alla Spallitta: quando mille voti non bastano a essere eletti

I 1.389 voti conquistati non sono bastati al primo dei rimasti fuori di Forza Italia. Resta senza scranno anche la candidata sindaco (1.017 voti), che nella precedente consiliatura era vicepresidente del Consiglio. Ecco i "trombati" eccellenti in questa tornata elettorale

Giuseppe Federico e Nadia Spallitta

L'amarezza più grossa è quella che le urne hanno riservato a Giuseppe Federico: primo dei non eletti nella lista di Forza Italia, malgrado i 1.389 voti conquistati. Subentrato a Edy Tamajo (frattanto diventato deputato all'Ars) nello scorso Consiglio comunale, Federico non ce l'ha fatta a confermare la sua presenza tra gli scranni di Sala delle Lapidi. Ma chissà che la storia non si ripeta e venga "ripescato" a consiliatura in corso.

Nel nuovo Consiglio comunale non ci saranno nemmeno Giovanni Melia (Fi), anche lui entrato "in corsa", e Giovanni Geloso (ex Mpa ricandidato con Mov139). Tutti gli altri "trombati" sono stati eletti alle precedenti consultazioni nella lista di Idv. Tanto per intenderci il gruppo (poi diventato Mov139) che sosteneva la Giunta Orlando e che nel 2012 ha beneficiato di un sostanzioso premio di maggioranza (30 consiglieri su 50).  

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Partiamo da chi ha raccolto meno consensi, ovvero Cosimo Pizzuto di Mov139 (138 voti), Francesco Mazzola (151), quest'ultimo ricandidato con Sinistra Comune, e Loris Sanlorenzo (176) di Palermo 2022. Tutti e tre hanno peggiorato la loro performance elettorale rispetto al 2012, quando presero rispettivamente 217, 246 e 376 preferenze. Federica Aluzzo, la meno votata del "vecchio" Consiglio, è invece riuscita a fare meglio: 455 voti contro i 193 della precedente tornata. Voti comunque insufficienti.

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Rimarranno fuori da Sala delle Lapidi i decani Alberto Mangano (834 voti con Mov139) e Nadia Spallitta (malgrado i 1.017 voti raccolti) che, oltre a essere candidata sindaco, era anche capolista al Consiglio. "Segato" alle urne anche Giorgio Calì, candidato con il "Centrodestra per Palermo". Eletto con gli orlandiani nel 2012, dopo essere transitato in Centro democratico, ha aderito al movimento Noi Con Salvini. Da consigliere uscente ha ottenuto il posto di capolista nello schieramento a supporto di Ismaele La Vardera. Deludendo tutti però, visto che ha addirittura preso meno voti della scorsa elezione: 333 contro 365.

La lista degli orlandiani non riconfermati dagli elettori riprende con Pierpaolo La Commare, vicecapogruppo di Mov139 (497 voti per lui) e prosegue con Juan Catalano (687), Alessandra Veronese (841), Giuseppe Maniaci (697), Giusi Scafidi (509), Fausto Torta (480 voti), Filippo Occhipinti (464), Rita Vinci (432), Pia Tramontana (329). Non sono bastate a Luisa La Colla (Democratici e popolari) 913 preferenze. Mentre Sandro Leonardi (Uniti per Palermo) si è fermato a 864 consensi. Flop per Nicolò Galvano di Uniti per Palermo (279 voti contro i 335 presi con idv nel 2012) e Maurizio Lombardo (176 voti), che però stavolta si è ricandidato con i ferrandelliani della lista "Palermo prima di tutto". 

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