Candidatura farsa, il caso La Vardera indigna il web: "Ha preso tutti per il c..."

Il ragazzo con il ciuffo rosso che avrebbe dovuto lottare con i Golia della politica, alla fine stava solo bluffando. La sorella: "L'ha fatto per aprirvi gli occhi". Il caso di un giovanissimo che ha speso tutto per sostenerlo in campagna elettorale. Vozza: "Infame schifoso"

C'è chi la prende con filosofia (pochi), chi invece non riesce a darsi pace (tanti). Il caso La Vardera esplode sul web, come una mina impazzita. Da qualche ora sui social, tra i palermitani, non si parla d'altro. Lui, il ragazzino con il ciuffo rosso che avrebbe dovuto lottare con i Golia della politica, alla fine stava solo bluffando. In nome della "verità", fanno adesso trapelare dal mondo che lo circonda. Altro che candidatura e scalata a Palazzo delle Aquile per "salvare" Palermo. Ma a questo punto non è chiaro se fin dal principio era questo il suo intento o se l'idea di realizzare un documentario è affiorata strada facendo.

Rabbia, stupore, indignazione: al centro di tutto c'è “il ragazzo col ciuffo rosso” che interpreta la parte di se stesso per raccontare i retroscena e i particolari della campagna elettorale palermitana. "Hai montato una candidatura per leccare il c... alle Iene - è il commento che ha raccolto in assoluto più "like" su Facebook - prendendo in giro seimila persone? Se è tutto confermato, devono denunciarti. E se avesse passato il 5% prendendo il seggio lo montava ugualmente il servizio?".

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A difendere Ismaele La Vardera ci ha pensato la sorella Elisabetta: "Ismaele vuole solo aprire gli occhi del mondo sullo schifo dei retroscena siciliani. Chi non lo capisce è complice. Io sono la sorella, l'ho cresciuto io. Chiedetevi perché non vogliono rilasciargli le liberatorie. Lo volete capire che Ismaele vuole svergognarli?". Dietro alla "farsa" montata ad arte da La Vardera c'è la regia delle Iene, che avrebbero finanziato tutto. Qualcuno azzarda: "E' stato un genio".

Ma la massa non perdona. Ed è emblematico il caso di un ragazzo, che insieme a La Vardera, si è tuffato nel sogno politico. Lui si chiama Roberto e ha poco più che 20 anni. "Ho perso cinque mesi della mia vita per seguirlo. Ho creduto che potesse rappresentare il cambiamento. Sono disoccupato, ho speso 700 euro, oltre alla benzina per sostenerlo ovunque. Ho fatto venire amici e parenti: gente che credeva in ciò che diceva lui. E per cosa? Per un servizio delle Iene? Se voleva fare veramente il servizio, lo faceva da solo, per i c... suoi. Ha preso in giro chi davvero ha messo anima, corpo e cuore e si è preso critiche per sostenere uno così. Non finisce comunque qua, denuncio tutti".

In tutti questi mesi La Vardera avrebbe girato con microfoni e telecamere nascoste per carpire segreti e retroscena dei politici. Avrebbe registrato tutti: da Cuffaro a Miccichè, da Orlando a Ferrandelli. In queste ore c'è imbarazzo all'interno degli staff degli altri candidati sindaco. Mentre Francesco Vozza, referente provinciale di Noi con Salvini a Palermo, non ha usato mezzi termini: "Sei un infame, fai schifo".

Dopo qualche sospetto il caso è esploso ieri ed è degenerato in una rissa con Francesco Benigno. Alla base ci sarebbe la questione riguardante la liberatoria. Sì, perché pare che La Vardera abbia chiesto il permesso all'attore di riprenderlo, scatenando una reazione furente. La Vardera, all’interno dei locali del Comitato elettorale di via Ausonia, avrebbe dunque confessato il vero intento a Benigno. Chiedendo anche a lui il permesso di mandare le immagini che lo riguardavano. E dire che nel bel mezzo della sua campagna elettorale La Vardera non aveva esitato a chiedere soldi ai suoi elettori. "La battaglia contro i Golia è difficile, chiedo il tuo aiuto", era l'appello rivolto ai palermitani. Soldi utili per cartelloni pubblicitari, inserzioni su Facebook e stampe varie". E proprio quei cartelloni avevano suscitato curiosità. Con tanto di titolo: "Ismaele La Vardera il sindaco", data (12 giugno, l'indomani delle elezioni) e un'immagine che sembrava proprio il lancio di un film da vedere prossimamente al cinema.

Ma Facebook non perdona. Francesco parte da lontano e ricorda la prima impresa di La Vardera, quando era ancora un ragazzino: "Così come ha fatto con il servizio su Villabate, che lo ha reso famoso, nascondendo una telecamera e facendo poi parlare una persona che prima era pure amico suo, adesso ha fatto lo stesso con Palermo e i palermitani. Dovrebbe vergognarsi: è un falso e un opportunista. E' stato mosso solo dalla sua mania di protagonismo". Così, quella che sembrava la storia di un ragazzo coraggioso che tentava il grande salto in politica, si è trasformata in un colossale bluff, con la regia delle Iene. Un incubo per i palermitani, che senza perdere troppo tempo intravedono un altro spettro: "Spero a questo punto che non ci sia la stessa regia dietro a Baccaglini - avvisa il popolo rosanero - ma in quel caso andrebbe a finire molto peggio di una rissa...".

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