In Sicilia niente legge "spazza corrotti", Faraone: "Noi pubblichiamo i dati dei candidati"

La norma nazionale prevede di rendere noto online curriculum e pendenze giudiziarie dei candidati a sindaco e consigliere nei comuni con più di 15 mila abitanti. L'Ars non l'ha recepita. Il segretario regionale del Pd: "Ennesima follia tutta siciliana"

Davide Faraone

Dalle prossime elezioni chi andrà alle urne per scegliere a chi affidare il ruolo di rappresentante potrà conoscere curriculum ed eventuali pendenze giudiziarie dei candidati. Una novità che rigurda tutta Italia ma con un'eccezione: la Sicilia. L'Assemblea regionale infatti non ha recepito la norma quindi, oltrepassato lo Stretto, la norma non sarà applicata. A sollevare il caso è il segretario del Pd siciliano Davide Faraone: "L’ennesima follia tutta siciliana. Le norme sulla trasparenza alle elezioni  qui da noi non si applicheranno. Niente curriculum vitae e certificati penali per i candidati, bye-bye spazzacorrotti e trasparenza nel silenzio del centrodestra e dei Cinque Stelle".

La novità introdotta dallo "spazzacorrotti" prevedeva la pubblicazione sul web di curriculum e pendenze giudiziarie dei candidati a sindaco e di quelli che corrono come consigliere nei comuni con più di 15 mila abitanti. Il dipartimento delle Autonomie locali della Regione ha però reso noto che la norma in questione per essere applicata "dovrebbe essere normativamente recepita dal legislatore regionale". 

Per Faraone "non voler applicare le norme della 'spazzacorrotti' alle elezioni amministrative del prossimo 28 aprile va contro, soprattutto nella nostra regione, al buonsenso e all’esigenza che i cittadini avvertono sempre di più di avere una politica trasparente e che rafforzi gli anticorpi contro la corruzione, la mafia e l’illegalità. Noi però  - annuncia - vogliamo sfidare i parolai e i manettari 2.0. E oltre a denunciare questo ennesimo scandalo siciliano, da domani chiederemo ai candidati delle nostre liste di inviarci curriculum e certificati penali che pubblicheremo sul web. Dimostreremo che su questi temi noi facciamo sul serio, altri chiacchierano”.

Sul tema interviene anche il Movimento 5 Stelle. I componenti della commissione Affari istituzionali dell'Ars hanno messo a punto una proposta di legge "che mira a mettere una pezza alla falla determinata dall’autonomia statutaria della Regione Siciliana, e alla conseguenziale competenza esclusiva sull’ordinamento degli enti locali anche in materia elettorale".

"È inammissibile - dicono i pentastellati - che l’autonomia statutaria siciliana sia un ostacolo più che un beneficio. Le buone leggi, come la ‘spazzacorrotti’, devono trovare applicazione anche in Sicilia, per questo abbiamo appena presentato un ddl che recepisca la normativa anche da noi. Speriamo non ci siano i solti distinguo, come avvenuto con il taglio ai vitalizi, che sta diventando una realtà in tutta Italia, tranne che in Sicilia”.

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Commenti (5)

  • Faraone, la sua piramide è pronta!

  • Ma io dico si può in Sicilia non rispettare mai le leggi dello stato? Ma perché è consentito?

  • Avatar anonimo di Darioz
    Darioz

    Non si può fare una petizione per fare in modo di non essere più a statuto speciale e recepire la legge, unendoci veramente all'Italia? Faccio un appello, se qualcuno sa muoversi bene, se qualcuno pensa du possa fare, si muova per favore, sopratutto se può girare tutta la Sicilia per arrivare a questa soluzione, secondo me, ci guadagneremo in tante cose, perché così non siamo vero uniti, chi è statuto speciale non è per me, veramente unito alla nazione, un popolo che cerca di muoversi tutto insieme su ogni particolare, è anche questo favorisce diversità, divari tra nord e sud, perché alcune leggi non possono aiutare, non possono migliorarci qui al sud, e questo ne è un chiaro esempio.

  • ....come tutti è uno pervaso dal delirio di onnipotenza, di auto consacrazione a persona onesta e devoto alla causa della gente comune, di chi lavora veramente. Io li vedo spesso questi notabili della politica e della società che conta a Palermo, non fanno altro che auto incensare se stessi e il loro operato. Sono tutti amici e fanno comune nei ricevimenti commemorativi e di circostanza. Chi frequenta questi livelli della società perche ne ha titolo istituzionale entra in un sistema di compiacenza e di reciproca assistenza a scapito della gente comune. Sulle cronache si criticano lasciando credere diatribe e e non rapporti e invece si ritrovano e si scambiano convenevoli abbracci sapendo che l'uno può essere comodo all'altro. Sono la Palermo perbenista e ricca, finta e opportunista.

  • Il paladino della giustizia ...avemu ...tu scurdasti. ...

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