Pronte le dimissioni di Ferrandelli e Mattaliano, appello alle opposizioni: "Mandiamo a casa Orlando"

I due consiglieri le formalizzeranno non appena si raggiungerà il quorum a Sala delle Lapidi. "Comune in dissesto funzionale, bocceremo consuntivo e previsionale". I Coraggiosi stringono alleanze con Musumeci: "Dialoghiamo per il bene di Palermo, Pd ha consegnato il partito al sindaco"

I consiglieri Ferrandelli e Mattaliano

La lettere di dimissioni è pronta. Ci sono le firme e pure le marche da bollo. I consiglieri comunali Fabrizio Ferrandelli e Cesare Mattaliano l'hanno depositata ieri presso lo studio del notaio Roberto Indovina, in via Wagner. Manca la data, perché le dimissioni verranno formalizzate alla segreteria generale del Comune quando si raggiugerà il quorum (21 consiglieri su 40) necessario per lo scioglimento anticipato di Sala delle Lapidi. 

Per il candidato sindaco sconfitto da Leoluca Orlando e l'unico esponente dei Coraggiosi rimasto in Consiglio è arrivata la resa dei conti. Da qui l'appello al resto dell'opposizione affinché "ci si dimetta in massa e si restituisca la parola ai cittadini". Queste le parole di Ferrandelli, che ha annunciato il voto contrario al rendiconto 2017 e al bilancio di previsione 2018. "Questi documenti contabili sono da bocciare - ha spiegato durante una conferenza stampa nella quale ha chiamato a raccolta militanti e sostenitori - siamo in pieno dissesto funzionale: malgrado all'apparenza tutto sia in regola, il Comune non riesce più ad erogare i servizi minimi alla città".

Il leader dei Coraggiosi contesta la narrazione del sindaco e tira fuori i numeri di quello che definisce "un disastro che ha prodotto macerie". Sì, le stesse parole usate in campagna elettorale: ed è dai giorni che hanno preceduto le amministrative del 2017 che riparte Ferrandelli. "Noi lo avevamo detto, ma gli elettori non ci hanno dato fiducia. Ora a dirlo sono pure il Mef, la Corte dei conti, il collegio dei revisori e la Regione, che ha mandato un commissario ad acta sia per il consuntivo sia per il previsionale". Sotto accusa i conti del Comune e quelli delle Partecipate, "con un disallineamento di 70,7 milioni di euro, l'assenza dei piani industriali e la rimodulazione dei contratti di servizio. Nel 2019, con l'allineamento alla nuova normativa sui crediti di dubbia esigibilità, si rischia un rosso di 195 milioni . Il Comune cioè rischia di chiudere baracca".

Di fronte alla condizione economico-finanziaria dell'ente, Ferrandelli cerca sponde nel resto dell'opposizione - M5S incluso ("Rispetto le loro posizioni", dice) - e stringe alleanze con il presidente della Regione Nello Musumeci. "Non si tratta di un'adesione a Diventerà Bellissima - precisa - ma l'unione di forze civiche che lavorano per il territorio e una possibile convergenza futura. Stiamo dialogando per il bene di Palermo. Noi rimaniamo quelli che siamo, domandate ad altri dove sono andati". Il riferimento palese è a Leoluca Orlando: "Il Pd gli ha consegnato il partito, è lui che adesso decide le sorti dei dem in città. Vi ricordate quando si arrabbiava con Mentana che lo definiva sindaco Pd?".

Al fianco di Ferrandelli, come detto, Cesare Mattaliano. "Non si può continuare a mistificare la realtà - afferma il consigliere dei Coraggiosi - la bocciatura dei documenti contabili è la bocciatura di una visione politica. Siamo al 16% di raccolta differenziata, la città è disseminata di cantieri infiniti, le periferie abbandonate, le cooperative sociali a secco di quattrini. A Palermo non si può neanche morire: ci sono 140 salme in deposito al cimitero. Presto la città imploderà, dobbiamo evitarlo. Presto - conclude - faremo un'assemblea pubblica".

Le reazioni

Sala: "Dimissioni bluff, Ferrandelli si sposta a destra"

Diventerà Bellissima -  “Da mesi sosteniamo la necessità di un cambio di rotta al Comune di Palermo con il chiaro intento di salvare una città ormai martoriata dalla cattiva amministrazione e dalle battaglie politiche di parte portate avanti dal sindaco Orlando". È quanto affermano in una nota congiunta Domenico Bonanno, coordinatore dei giovani di Diventerà Bellissima e Eduardo De Filippis, dirigente provinciale del movimento guidato dal presidente Musumeci, che proseguono: “Occorre lanciare un segnale forte e per farlo abbiamo chiesto e chiediamo con convinzione a tutti i consiglieri comunali di opposizione, ma anche di maggioranza, di dimettersi in massa per porre fine ad un’agonia che rischia di trascinare la città verso il baratro. In tal senso accogliamo con soddisfazione l’impegno dei primi due consiglieri comunali, dichiaratisi pronti alle dimissioni anticipate".

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