Dimissioni Cammarata, le reazioni Cracolici: “Lascia solo le macerie”

Secondo Italia dei Valori l’ex sindaco “ha ‘sgovernato’ con clientele, favoritismi e sprechi”. Per Antonio Matasso (Psi) “si chiude una stagione di fallimenti”. Faraone: "Ora il centrosinistra non ha più alibi"

Antonello Cracolici

Decine i commenti e le reazioni alle dimissioni di Diego Cammarata dal mondo politico palermitano e siciliano. Se per il presidente della Regione Raffaele Lombardo si è trattato del peggiori sindaco della storia della città, secondo Antonello Cracolici, capogruppo del Pd all’Ars, “Cammarata è come Schettino, il comandante della ‘Concordia’ che scappa mentre la nave affonda. Ha distrutto questa città - aggiunge - sta lasciando solo macerie, e non è una metafora: basta andare a Palazzo delle Aquile e vedere in quale stato di abbandono è ridotto, per rendersi conto del degrado in cui siamo sprofondati. Dopo un infinito elenco di disastri - conclude Cracolici - l’ultimo atto di Cammarata è la fuga, come un topo che tenta di abbandonare la nave che affonda”.

Anche dall’IdV arrivano dure critiche all’operato di Cammarata in questi anni di amministrazione. “Dopo anni di barbarie e dopo i brogli elettorali del 2007, Diego Cammarata lascia palazzo delle Aquile per mettersi al riparo dai molti guasti prodotti. In questi anni Cammarata ha ‘sgovernato’ il capoluogo siciliano con clientele, favoritismi di ogni genere e sprechi anche nei Paesi arabi del golfo”. E’ quanto affermano in una nota congiunta il portavoce nazionale Leoluca Orlando, il segretario regionale Fabio Giambrone e il Segretario provinciale Pippo Russo. “Cammarata ha mandato in fallimento l’amministrazione comunale e delle aziende che, nel 2001, quando Orlando lasciò l’incarico di sindaco, avevano per anni ricevuto dalle agenzie internazionali il rating AA3.  Ora come non mai  -  proseguono gli esponenti IdV  - è urgente costruire un’alternativa forte e intransigente, impedendo che tornino al governo della città coloro che, in questi dieci anni, hanno contribuito all’elezione nel 2001 e a quella con i brogli del 2007”.

Secondo Antonio Matasso, componente della direzione nazionale del Psi e segretario provinciale del partito a Palermo “con la fine, naturalmente ingloriosa, di oltre un decennio di amministrazione del centrodestra, si è chiusa una stagione di fallimenti a Palermo: adesso è il momento che le forze progressiste e del centro riformatore prendano l’iniziativa per riportare al più presto la città fuori dalla decadenza di questi ultimi anni”.

Sulla stessa lunghezza d'onda il commento dei giovani di Generazione Futuro, movimento giovanile di Futuro e Libertà. “Abbiamo appreso con gioia le dimissioni del sindaco Cammarata nella conferenza stampa a Villa Niscemi - dichiara Domenico Pane, coordinatore provinciale di Generazione Futuro -. Il sindaco dice di aver compiuto un atto d'amore nei confronti della città. Ci è sembrato in realtà più un atto d'amore verso se stesso in quanto se avesse amato questa città, non avrebbe dato, come ha fatto in questo suo secondo mandato, un esempio di malgoverno, con una giunta che si è distinta per atti che non hanno dato risposte ai bisogni dei cittadini”.

Davide Faraone, candidato a sindaco, ha detto: "Cammarata ha fallito e va a casa. Una cosa è certa: il centrosinistra da oggi non ha più alibi. L’opposizione a chi ha distrutto la città o diventa proposizione concreta per Palermo o in primavera avremo come sindaco la sua fotocopia. E’ il tempo di scrivere una pagina davvero nuova che aiuti Palermo a tornare ‘prima'".


 

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