Proroga fino a marzo o giugno, i dehors fuorilegge non dovranno smontare

Sarà il Consiglio comunale a stabilire per quanto tempo prolungare la deroga ai locali che hanno avuto l'autorizzazione in via sperimentale ad installare le strutture. Zacco: "Serve più tempo per modificare il regolamento". Gelarda: "No a proroghe dilazionate nel tempo"

Uno dei dehors regolari che si trovano in centro città

La proroga è certa, la durata ancora no. Sarà il Consiglio comunale, domani, a stabilire per quanto tempo prolungare la deroga ai locali che - in regime sperimentale - hanno avuto l'autorizzazione ad installare i dehors fino al 31 dicembre scorso nelle strade di categoria E ed F. Due le opzioni in campo: 31 marzo o 30 giugno.

Dalle commissioni competenti è arrivato parere positivo alla proposta dell'amministrazione comunale, che prevede tre mesi di proroga. Ma a Sala delle Lapidi c'è chi vorrebbe estenderla di altri tre mesi. Fino a giugno insomma, in modo tale da avere più tempo per modificare il regolamento oggi in vigore. "Marzo è una scadenza troppo ravvicinata, considerando che di mezzo c'è la campagna elettorale per le elezioni nazionali" osserva il vicepresidente del Consiglio comunale, Giulio Tantillo (Forza Italia). Dello stesso avviso anche il presidente della commissione Attività produttive, Ottavio Zacco (Sicilia Futura), secondo cui "servirebbe più tempo per modificare il regolamento sui dehors". Su posizioni diverse il M5S che, per bocca di Igor Gelarda, dice: "No a proroghe dilazionate nel tempo, in Aula daremo battaglia".

Dopo gli anni del gazebo selvaggio, l'atto approvato nel 2014 dal Consiglio comunale ha dichiarato fuorilegge queste strutture a servizio di pub, ristoranti e bar (vere e proprie baite di montagna). Stop alle strutture chiuse, via libera ai dehors: pedane di legno smontabili per posizionare all'aperto posizionare sedie, tavolini e ombrelloni. Con precise prescrizioni: ad esempio, il rispetto delle distanze dai fabbricati (bisogna infatti lasciare due metri di marciapiede libero), l'omologazione dei materiali e dei colori nel rispetto del decoro cittadino.

Confcommercio: "Nuovo regolamento in tempi brevi"

Con il nuovo regolamento la città è stata divisa in quattro zone (centro storico, borgate marinare, zone residenziali e fascia costiera) ed è stato concesso ai commercianti di installare i dehors nelle Ztl e nelle aree pedonali. A coloro i quali avevano i gazebo in strade di tipo E ed F (strade urbane di quartiere o locali) fuori da aree pedonalizzate e dalla Ztl prima versione (ovvero fino a via Nortarbartolo) è stata data la possibilità di trasformarli in dehors usufruendo di una proroga di 36 mesi in regime sperimentale.

Proroga scaduta lo scorso 31 dicembre. In città ci sono così decine di locali con strutture abusive, a rischio sequestro e multa. "In assenza di un intervento del Consiglio - prosegue Zacco - dovrebbero smontare e ripristinare lo stato dei luoghi". Il Consiglio però interverrà, concedendo un'ulteriore proproga. Ma quanti sono gli abusivi? "Si parla genericamente di decine di esercizi commerciali - risponde il presidente della commissione Attività produttive - ma gli uffici in tal senso non ci hanno fornito numeri precisi". 

Confesercenti: "Presto una nostra proposta"

La proroga è una scelta politica condivisa a Sala delle Lapidi, nelle more di un nuovo regolamento: necessario anche agli uffici del Suap per chiarire dubbi interpretativi che hanno impantanato alcune autorizzazioni. "Sarà necessaria una nuova mappatura - conclude Zacco - affinché si stabilisca dove si possono concedere le autorizzazioni e dove no". Oggi, intanto, in Consiglio si aprirà la disccusione generale sul nuovo regolamento Tari.

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Commenti (6)

  • chi non paga smonta tutto e subito! e ogni giorno di ritardo venga sanzionato! altrimenti non capisco come mai nella ZTL si venga multati per meno di un minuto di ritardo!

  • Partorite al più presto questo regolamento. Dopodiché, non ci saranno più scuse.

  • Ottimo. L'importante é togliere le prostitute dalle strade. I gazebo illegali in mezzo alla strada, invece, rimangano dove sono

    • Mettiamo le meretrici dentro i dehors. Problema risolto!!!! Mater artium necessitas​.

      • Haha proverei a contattare "luca" x suggerire l'idea. Essendo risaputo che la maggiorparte delle prostitute non sono italiane, sarebbe un bel segnale di "accoglienza" degno di una città "aperta, multiculturale, multietnica" etc etc

  • Già; perchè smontarle? si rischia di restituire decoro ad alcune vie del centro città.

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