Debiti fuori bilancio, M5S e opposizioni abbandonano il Consiglio: ma la maggioranza regge

I pentastellati protestano per il "no" alla richiesta di copie delle proposte di deliberazione e tornano a invocare le dimissioni del presidente Orlando. "Non ci sono le condizioni di serenità". Evola: "Istanza troppo generica, atteggiamento pretestuoso"

Sala delle Lapidi

Regge la maggioranza alla prova dei numeri. In Consiglio comunale passa l'ennesima "infornata" di debiti fuori bilancio - una sessantina circa quelli votati oggi - malgrado il Movimento 5 Stelle e il resto delle opposizioni (da Forza Italia ai Coraggiosi) abbiano abbandonato i lavori d'Aula. Il "fuori tutti" nasce dopo il "no" della maggioranza alla richiesta di copie delle proposte di deliberazione, avanzata dai pentastellati e condivisa dalle altre minoranze. "Una richiesta irricevibile per la sua indeterminatezza" afferma la presidente della commissione Bilancio, Barbara Evola (Sinistra Comune), secondo cui "l'atteggiamento del M5S è stato pretestuoso".

"La nota inviata da Forello - prosegue Evola - fa riferimento soltanto a 'copie parziali della documentazione relativa a delibere fuori bilancio'. Tutti i documenti, anche quelli relativi alle delibere fuori bilancio, in commissione Bilancio sono a disposizione dei consiglieri, che li consultano e ne fanno copia con sistematicità. Il consigliere Forello avrebbe fatto meglio a dire con chiarezza che non voleva esprimere il voto sui debiti fuori bilancio: capisco che possa essere imbarazzante, ma per il bene della città si devono anche assumere certe responsabilità".

Il M5S ne fa però una questione politica, ritornando sulla vicenda giudiziaria che vede coinvolto il presidente del Consiglio. "Per la seconda volta consecutiva Totò Orlando risulta assente - si legge in una nota del gruppo -. Presente, invece, una delle persone coinvolte nell'inchiesta come 'accusatore', il vice segretario, Di Peri. Con un colpo di mano rispetto a quanto previsto nei lavori d'aula si volevano approvare i debiti fuori bilancio, senza avere prima permesso al nostro gruppo consiliare di avere copia delle relative proposte di deliberazione. E quindi senza darci la possibilità di individuare eventuali responsabilità dell'amministrazione. Per protesta con questo modo di condurre i lavori e per un clima ormai divenuto surreale, il M5S ha abbandonato l'Aula. Ribadiamo con fermezza che non ci sono le condizioni di serenità per potere proseguire con l'attuale presidente del Consiglio e invitiamo tutti i colleghi della maggioranza e minoranza ad un atto di responsabilità, a trarne le dovute conseguenze e chiedere le dimissioni di Orlando". 

A stretto giro di posta reazione della maggioranza. Dario Chinnici, capogruppo del Pd, bolla come "irresponsabili" i grillini. E aggiunge: "Sostengono di aver abbandonato l'Aula perché non erano in possesso delle delibere. Ma queste sono soltanto scuse strumentali perché tutto ciò che è all'ordine del giorno in Consiglio è pubblico e consultabile. Anche un libero cittadino poteva accedere e leggere le delibere". Il consigliere Ottavio Zacco (Sicilia Futura) si sofferma sul dato politico: "La maggioranza ha confermato ulteriormente la compattezza a sostegno dall'amministrazione e, nonostante le forze di opposizione abbiano abbandonato l'Aula, ha votato gli atti in discussione. Ci tengo ad evidenziare la serietà e la correttezza istituzionale del vicepresidente Tantillo, il quale nonostante la scelta delle opposizioni è rimasto a presiedere i lavori".

Giulio Tantillo mette da parte il ruolo istituzionale di vicepresidente e tira le conclusioni di una seduta movimentata. Lo fa da capogruppo di Forza Italia, intervenendo sulle due questioni sollevate dal M5S: l'analisi preventiva degli atti e la richiesta di dimissioni indirizzata a Totò Orlando. "Avevo ritenuto valida - dice - l'istanza avanzata dal collega Forello. Se però avessi saputo prima il contenuto, avrei detto al mio gruppo di non abbandonare Sala delle Lapidi. La richiesta era troppo generica". Sul "caso Orlando" - pur riconoscendo "l'imbarazzo che potrebbe avere il presidente in Aula stando al fianco di Gristina e Di Peri" - sostiene che "le opposizioni hanno tutto il diritto di chiederne le dimissioni, ma il Consiglio deve andare avanti per il bene della città. Noi siamo sempre stati garantisti, se tuttavia per una sua migliore difesa personale in Tribunale il presidente Orlando ritiene di dover fare un passo indietro, è una decisione che spetta a lui".   

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