Le polemiche nel Pd e il silenzio di Faraone: "Ho staccato la spina, mia figlia stava male"

Il segretario regionale dem ha spiegato con un post su Facebook perché si è sottratto alle critiche dopo il risultato delle primarie e l'arresto di Ruggirello. "Da domenica sera non ho lasciato Sara un secondo, ho temuto veramente di averla persa"

Faraone durante il voto alle primarie

Dopo la vittoria di Zingaretti alle primarie sono "piovuti" sulle spalle di Davide Faraone gli attacchi dei compagni di partito, che ne chiedono le dimissioni da segretario regionale del Pd. A metterci il "carico" l'arresto dell'ex deputato regionale Paolo Ruggirello, che l'uomo forte dei renziani in Sicilia aveva fatto entrare nel Pd. 

Alle critiche, Faraone ha risposto con il silenzio. Da più parti interpretato come un atto di debolezza. Il senatore però adesso esce allo sciperto e spiega il perché del suo silenzio. Lo fa con un post su Facebook nel quale parla dei problemi di salute di sua figlia Sara, affetta da una grave forma di autismo. "Domenica - scrive Faraone - dopo alcune interviste a piazza Politeama, son dovuto correre a prenderla perché non era più lei. Ho temuto veramente di averla persa. Chi non ci passa, chi non ha mai visto quelle crisi violente, quegli occhi che d’improvviso cambiano colore, quella testa che si annebbia e spinge tua figlia a non riconoscere più nemmeno suo padre, credo non possa capire". 

"Da domenica sera - prosegue il segretario del Pd - non ho lasciato mia figlia un secondo, niente Senato, niente Pd in via Bentivegna e non starei qui a scrivervi questo post se non sapessi che da “uomo pubblico” non puoi permetterti alcun silenzio, alcuna assenza, anche quando tua figlia soffre, soprattutto in passaggi politici delicati che riguardano direttamente il tuo ruolo. Ma io ho deciso per qualche giorno di fermarmi lo stesso, di non leggere i giornali, di non guardare la tv, di non reagire ad alcuna polemica (anche se la voglia c’è, altroché) e di dedicarmi esclusivamente a mia figlia ed alle sue sofferenze. In tanti lo hanno capito, altri magari potranno considerarmi un uomo 'debole', ma io ho fatto soltanto ciò che ho ritenuto giusto".

Il peggio sembra però essere passato: "Sara sta meglio - conclude Faraone - e forse abbiamo anche trovato le cause del suo malessere. Sara non parla, non sa comunicare il dolore, lo devi intuire, comprendere da alcuni suoi comportamenti e poi devi anche riuscire a fare una diagnosi e trovare la cura, leggermente più complesso che con i ragazzi 'normali'. Per fortuna Sara ha una famiglia straordinaria che le vuole un bene dell’anima, e dottori e terapisti in gamba che la seguono con dedizione. Tranquilli che tornerò presto, più carico di prima, ma ho bisogno di staccare per qualche giorno".

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