Crisi Giornale di Sicilia, Faraone e Chinnici: "Governo intervenga, la Sicilia rischia di perdere la propria voce”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“La crisi del Giornale di Sicilia, lo storico quotidiano di Palermo, rischia di privare la nostra regione di una delle sue voci più autorevoli: la decisione di licenziare 34 poligrafici su 43 getta infatti un’ombra pesantissima sul futuro del giornale che da oltre un secolo e mezzo racconta la vita, le luci e le ombre della nostra Isola”. Lo dicono il segretario regionale del Pd, Davide Faraone, e il capogruppo dei dem al consiglio comunale di Palermo Dario Chinnici.

“Una città come Palermo, una regione come la Sicilia hanno bisogno, oggi più che mai, di un’informazione libera e attenta, vero sale della democrazia – dicono Faraone e Chinnici – Per questo è assurdo che si possa pensare di indebolire o addirittura fare a meno di un quotidiano autorevole e indipendente come il Gds. Ai lavoratori va la nostra solidarietà, ma chiediamo all’azienda di fare un passo indietro, rivedendo la sua decisione, perché il nostro timore è che il licenziamento dei poligrafici possa rappresentare solo il primo passo di un’operazione più ampia di smantellamento di questa realtà imprenditoriale”.

“Al tempo stesso – concludono i due esponenti dem – registriamo il silenzio assordante del governo regionale e soprattutto di quello nazionale, con quest’ultimo impegnato in una crociata contro l’informazione indipendente e i giornalisti. Il Pd presenterà un’interrogazione parlamentare per chiedere un intervento immediato delle istituzioni e al ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, la convocazione di un tavolo tecnico al Mise, così come si mobiliterà al consiglio comunale di Palermo perché la città faccia sentire forte la sua protesta”.

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