Corso Vittorio, marcia indietro sulla pedonalizzazione: in vigore fino al 13 gennaio

Corretta l'ordinanza dell'ufficio Traffico, il provvedimento non sarà definitivo. Una delibera del Consiglio stabilisce che prima debba essere Sala delle Lapidi a pronunciarsi. Il caso sollevato in Aula dal capogruppo di Fi, Giulio Tantillo: "Fuga in avanti". Poi il dietrofront del Comune

Il tratto interessato dalla pedonalizzazione

Marcia indietro del Comune sulla pedonalizzazione di corso Vittorio Emanuele, nel tratto compreso tra via Roma e i Quattro Canti. Il provvedimento non sarà definitivo, ma resterà in vigore fino al 13 gennaio. Le auto non potranno circolare nei fine settimana e nei festivi; mentre nei giorni feriali il Cassaro basso sarà semipedonalizzato (una sola corsia per le auto e due laterali pedonalizzate).

Alla base della modifica dell'ordinanza, emanata dell'Ufficio Traffico, una delibera del Consiglio in cui viene stabilito che tutti i provvedimenti su corso Vittorio Emanuale, via Roma e via Maqueda siano prima avallati da Sala delle Lapidi. Il caso è stato sollevato in Aula dal capogruppo di Forza Italia, Giulio Tantillo, che ha rilevato profili d'illegittimità nell'atto sia al presidente del Consiglio sia al segreetario generale. "Con riferimento ai giorni festivi, la parola permanente contenuta nell'ordinanza implica una vera e propria pedonalizzazione. Decisione che nei tre assi viari, corso Vittorio Emanuale, via Roma e via Maqueda, spetta al Consiglio" spiega Tantillo, che aveva chiesto di convocare gli uffici a Sala delle Lapidi.

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A stretto giro di posta però è arrivata la correzione dell'ordinanza da parte dell'amministrazione. "L'ufficio Traffico - prosegue Tantillo - avrebbe dovuto sapere dell'esistenza di un deliberato del Consiglio. Se si fosse rivolto alla commissione competente, e cioè l'Urbanistica, sarebbe stato non si sarebbe commesso questo errore". Dietro l'ordinanza dirigenziale c'è però un'indicazione politica della Giunta: "Ancora una volta - conclude Tantillo - registriamo una fuga in avanti rispetto alle prerogative del Consiglio comunale".

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