Mozione di sfiducia al sindaco ed esposto all'Anac: Ferrandelli tenta la spallata a Orlando

Il consigliere di +Europa, assieme a Mattaliano (Coraggiosi), lancia la sfida al primo cittadino e prova a coagulare le forze politiche presenti a Sala delle Lapidi. "Va mandato a casa, no a un Consiglio di zombie". Monteleone e Li Castri? "Dirigenti militanti"

Un appello alle forze politiche di Sala delle Lapidi per sostenere una mozione di sfiducia al sindaco Orlando; un esposto all'Autorità nazionale anticorruzione per sollecitare un'ispezione al Comune "alla luce delle cattive pratiche clientelari e affaristiche emerse dall'inchiesta Giano Bifronte"; una richiesta d'intervento alla commissione regionale Antimafia.

Con queste tre mosse, i consiglieri comunali d'opposizione Fabrizio Ferrandelli (+Europa) e Cesare Mattaliano (I Coraggiosi) puntano a dare una spallata all'amministrazione Orlando e alla sua maggioranza, finita al centro del terremoto giudiziario che ha portato all'arresto dei funzionari Mario Li Castri e Giuseppe Monteleone, assieme al capogruppo del Pd Giovanni Lo Cascio e quello di Italia Viva Sandro Terrani. 

Ferrandelli e Mattaliano, che rivendicano di aver "segnalato in più di una occasione le anomalie della macchina comunale", lanciano la sfida al primo cittadino: "In questa vicenda ci sono solo ombre, altro che 'fascio di luce'... Orlando non se ne può lavare le mani". I due consiglieri glissano sui colleghi di Sala delle Lapidi finiti ai domicliari e calcano invece la mano sui due burocrati. "Godevano di un rapporto fiduciario con il sindaco - afferma Ferrandelli -. E' stato lui a nominare Li Castri nel Cda di Amg ed è stato sempre lui a metterlo a capo della commissione per il concorso internazionale di progettazione del tram. Ricordo anche che la compagna, ora moglie, di Monteleone, l'architetto Giovanna D'Attardi, è stata candidata alle Comunali in una delle liste del sindaco, quella di Mov139".

Da qui la definizione di "dirigenti militanti" usata da Ferrandelli, che chiama in causa sempre Orlando: "Deve rispondere politicamente di ciò che è avvenuto all'interno dell'amministrazione. I problemi sono talmente stratificati che il passo indietro di Arcuri non basta, cosa può fare l'assessore Di Dio? Motivo per cui abbiamo presentato l'esposto all'Anac e ieri ho sentito personalmente il presidente della commissione regionale antimafia, Claudio Fava, al quale ho fatto pervenire una richiesta ufficiale di audizione sull'operazione 'Giano Bifronte'. Il fatto è - puntualizza Ferrandelli - che il sindaco avrebbe dovuto fare mea culpa e aprire un confronto politico con il Consiglio. Ciò non è avvenuto".

E allora, secondo l'esponente dell'opposizione, non resta altra strada che la mozione di sfiducia al sindaco. "da condividere con altre forze politiche". Perché servono i numeri - 16 firme per depositare l'atto, 27 voti per approvarlo - e a Sala delle Lapidi "c'è un'opposizione variegata". "Con il consigliere Mattaliano riteniamo esista solo il 'partito Palermo'. Una mozione di sfiducia unitaria, senza simboli, è cosa possibile. Un sindaco che governa questa città dal 1985 e non può non avere il polso della propria amministrazione".

Il rischio politico (ammesso che si raggiungano le firme necessarie), però, è di rafforzare il sindaco qualora la mozione di sfiducia non passasse. "Ne siamo consapevoli - sottolinea Ferrandelli - ma i cittdini devono sapere chi sta con Orlando e chi invece vuole porre fine a questa amministrazione. Noi siamo per mandare a casa il sindaco e finire anzitempo la consiliatura. Nessuno di noi intende lasciare Orlando sindaco e sciogliere il Consiglio". 

Un Consiglio che per il rappresentante di +Europa "non farà più niente": "Tutti gli atti a firma Monteleone e Li Castri vanno revocati formalmente. I progetti per il tram sono viziati; il Prg può diventare strumento inconsapevole di finalità eterodirette. Chi lo approverà?" Il punto è che passare gli atti al setaccio è un lavoro che richiede competenze tecniche e giuridiche: come dovrebbero quindi agire i consiglieri comunali senza paralizzare l'Aula? "Nei fatti - conclude Ferrandelli - la consiliatura è terminata sabato. Noi non ci stiamo a stare due anni nella palude. Così i consiglieri rischiano di trasformarsi in "zombie: morti che camminano, ma pur sempre morti. Ecco perché è meglio chiudere questa esperienza politica".

Sulla stessa linea Mattaliano, che solleva anche una questione morale: "L'indagine giudiziaria - dice - compete alla magistratura i problemi etici vanno affrontati dalla politica. Siamo fortemente preoccupati, ad Orlando è sfuggita la macchina comunale: Tributi, Cimiteri, Edilizia privata, Suap sono ambiti letteralmente fuori controllo. Si tratta dei settori più economicamente esposti e redditizi. E' singolare che alla mia interrogazione a risposta scritta del 10 luglio 2018, a proposito della formazione della commissione aggiudicatrice della progettazione della fase 2 del tram a Palermo, Orlando non abbia mai dato alcuna risposta". Nell'atto ispettivo Mattaliano si chiede conto e ragione sul fatto che la nomina dei componenti della commissione giudicatrice per il sistema tram fosse "avvenuta prima e non dopo la scadenza del termine fissato per la presentazione delle offerte, così come previsto dalla legge", e come mai la stessa commissione fosse "stata nominata con determinazione sindacale e non come determinazione dirigenziale".

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"Ci sono - aggiunge Mattaliano - evidenti responsabilità sono del vertice dell'amministrazione, cioè del sindaco. Orlando si presenti dimissionario alla seduta convocata in Consiglio lunedì. Abbia uno scatto d'orgoglio, se così non fosse andremo avanti con la mozione di sfiducia". A tal proposito, il M5S ha rispolverato la proposta di mozione di sfiducia predisposta a fine novembre, che aveva raccolto soltanto 9 firme (Randazzo, Lo monaco, Amella, Russo, Scarpinato, Figuccia, Gelarda, Anello, Argiroffi) e l'ha inoltrata a tutti i consiglieri comunali, integrandola con gli ultimi fatti di corruzione e la vicenda del cimitero Rotoli. "Con l'obiettivo - chiosa Antonino Randazzo, capogruppo del M5S - di poter raggiungere le 16 firme necessarie per il deposito dell’atto".

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