Coronavirus, M5S: "Regione in ritardo con lo smart working"

A sollevare la questione sono i deputati nazionali del Movimento 5 Stelle: "Abbiamo appreso che il rischio di assembramenti negli uffici pubblici della Regione non sia stato del tutto eliminato"

"La Regione Siciliana è in ritardo con le nuove norme e disposizioni sullo smart working e temiamo per la salute dei lavoratori della pubblica amministrazione”. Lo affermano i deputati nazionali del Movimento 5 Stelle commentando il sollecito dell’assessore alla Funzione Pubblica della Regione Siciliana, Bernardette Grasso, inviato alla dirigenza regionale.

“Il sollecito - spiegano i parlamentari - si è reso necessario per avere contezza delle iniziative intraprese volte alla rilevazione delle misure adottate ad oggi nella pubblica amministrazione e al contrasto dell’emergenza Coronavirus. E la nota dell’assessore conferma e dimostra il reale ritardo con il quale la Regione siciliana sta agendo rispetto alle misure di contrasto al contagio da Covid-19. Siamo pertanto sorpresi - dicono i portavoce cinquestelle - dalla polemica dello stesso assessore Grasso con il ministro per la Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, che stamattina, in un'intervista, ha coerentemente messo in evidenza ciò che è sotto gli occhi di tutti, ovvero che la Regione Siciliana è in ritardo con le nuove norme e disposizioni sullo smart working quale modalità ordinaria di svolgimento della prestazione”.

“Esprimiamo preoccupazione per i lavoratori - concludono gli esponenti del M5S - Abbiamo appreso che il rischio di assembramenti negli uffici pubblici della Regione siciliana non sia stato del tutto eliminato e che in certe realtà, per esempio in alcune sedi periferiche degli Ispettorati provinciali del lavoro, ancora oggi si registrano presenze di personale fino al 50%. Si tratta per noi di un fatto inaccettabile, soprattutto nelle contingenze della crisi che ha investito il nostro Paese. Ci auguriamo che l’Amministrazione regionale si dimostri efficace ed efficiente. I siciliani non possono tollerare l’inerzia del governo regionale nella lotta al Coronavirus”.

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